lunedì 28 marzo 2011

PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte V: Iniziamo dal risparmio energetico – Energia elettrica, facciamo due conti.

COMMENTO ALLA SLIDE
I numeri riportati in questa slide riassuntiva sul consumo elettrico sono stati per me particolarmente significativi. Hanno rappresentato infatti una “chiave di volta” del “Percorso......”. Oltre a farmi comprendere la vera potenzialità del risparmio energetico (la “sistematizzazione delle buone pratiche”), mi hanno permesso di “dimensionare” gli investimenti per la fase successiva, quella “attiva”, o della “produzione” (oggetto dei prossimi post).
Ci tengo a precisare che il nostro “nucleo domestico”, prima del “Percorso........”, non era così “energivoro” come potrebbe sembrare. Gli 800 kWh in più all’anno, rispetto alla media toscana, sono una cosa normale per chi ha spazi aperti da gestire. L’illuminazione degli accessi è nostra, non è condominiale, e se potiamo le siepi, falciamo l'erba o tagliamo la legna, usiamo strumenti elettrici che consumano un bel po’.

venerdì 18 marzo 2011

Oggi ho comunicato l'esistenza di questo blog.......

Saluto quanti hanno partecipato alle presentazioni del “Percorso domestico verso la sostenibilità ambientale ed economica” e chiunque altro stia casualmente seguendo questo blog, la cui esistenza è stata infatti comunicata solo oggi a quanti di voi mi avevano lasciato la propria e-mail, e ad altri conoscenti, associazioni locali e gruppi di opinione che forse possono essere interessati ad esperienze di sostenibilità.
Come avevo promesso a chi ha partecipato alle mie presentazioni, ho iniziato a pubblicarne i contenuti on-line (vedi precedenti post). Oltre alle 42 slides principali, inserirò circa altrettante slides di “Approfondimenti tecnici” elementari (richiamati nelle slides principali dalla presenza di “bollini” azzurri numerati). Non inserirò invece gli “Approfondimenti didattici” elementari (richiamati da “bollini” rossi numerati) che ho iniziato a produrre perché chiamato a fare qualche intervento nelle scuole medie superiori.
Nell'intento di non farvi trovare un “contenitore vuoto”, ho già inserito 4 post con varie slides della presentazione, come allegati in formato PDF, aggiungendo via via qualche commento.
Da oggi in poi alternerò la pubblicazione della presentazione con qualche divagazione sulle motivazioni che mi hanno indotto ad iniziare il “percorso di sostenibilità”, nella speranza di aprire anche qualche “dibattito” con gli eventuali lettori interessati, per evitare che il blog rimanga solo un “diario”, esclusivamente a mio uso e di quanti hanno potuto partecipare alle presentazioni.

venerdì 11 marzo 2011

PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte IV: Iniziamo dal risparmio energetico – Energia elettrica, piccoli consigli per consumare meno

COMMENTI ALLE SLIDES
Guardate le percentuali della slide 15. La lavastoviglie in particolare è una macchina veramente stupida. Direte: “ma incide solo per il 4%.......”. Va bene, ma il 90% (!) di energia di quel 4% viene usato per scaldare acqua o aria con una resistenza elettrica..... E' il metodo più inefficiente di adoperare l’energia (fa a gara con il motore termico delle nostre auto). Bisogna sempre evitare di adoperare “energie nobili” per fare “lavori” di basso livello. Con “energie nobili” intendo quelle che stanno nei gradini più alti della scala della sostenibilità. L'energia elettrica è al primo posto (al secondo il metano ed altri gas la cui combustione produce “solo” anidride carbonica e nel gradino inferiore del “podio” il carbone e gli altri combustibili fossili che producono gas e scorie inquinanti), perché, di per sé, non emetterebbe alcun inquinante o gas serra. Tutti però sappiamo che essa in genere viene prodotta dal petrolio o da altre risorse fossili, ma non tutti forse sanno che per far ciò già perdiamo un 40% di energia (il rendimento delle centrali termoelettriche è del 60% alla distribuzione). Ma allora, che senso ha usare elettricità per riprodurre nuovamente calore, tramite una resistenza ? Quindi dico, vada per l’asciugacapelli, è difficile farne a meno; ma i piatti non prendono il raffreddore ! Si possono lasciare qualche ora un po’ umidi….. fra l’altro il risciacquo con acqua calda diminuisce il tempo di asciugatura......
Volete iniziare a “mettere a sistema” gli interventi per il risparmio di energia elettrica ? Verificate le seguenti condizioni:
Lampadine a fluorescenza
Convenienza: alta
Complementarietà: nessuna.
Sequenzialità: da fare (e verificare la diminuzione di consumo) prima dell'eventuale fotovoltaico, perché altrimenti rischiate di sovradimensionarlo. Dare la precedenza alle luci che stanno molto accese e con continuità. Evitare quelle che vengono accese e spente con una certa celerità (es.: luci di passaggio dei corridoi).
Lavatrice e lavastoviglie alimentate ad acqua calda
Convenienza: alta
Complementarietà: solare termico o altro sistema di produzione di acqua calda a costo basso o nullo
Sequenzialità: dopo solare termico. Ricordate che, mentre la lavastoviglie deve stare per forza in cucina, la lavatrice dovrebbe essere collocata il più vicino possibile al puffer, meglio se nello stesso locale tecnico. Poiché il risparmio di energia elettrica è notevole, dovreste agire prima dell'eventuale impianto fotovoltaico (altrimenti rischiate di sovradimensionarlo).

giovedì 3 marzo 2011

PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte III: Iniziamo dal risparmio energetico – Energia termica, sistemi solari passivi
Allegati: Pagina 13 (ed Approfondimento tecnico n.3)

COMMENTI ALLE SLIDES
Il Comune ha finalmente approvato il mio progetto di “serra solare”. La prima richiesta era stata bocciata, perché ritenuta un aumento di superficie. A me però risultava che praticamente ovunque i sistemi di riscaldamento passivo ed i locali tecnici non vengano considerati nel conteggio della Superficie Utile Lorda (SUL). Quindi, alla luce dei nuovi Regolamento Urbanistico ed Edilizio, più attenti alle tematiche del risparmio energetico, l'ho riproposta tale e quale. Visto il decreto sulle rinnovabili approvato oggi dal governo, spero che ci siano nuovamente vantaggi economici quando avrò tutte le carte per iniziare i lavori; altrimenti dovrò rivedere il progetto.........
Se questo blog sarà sempre attivo, fra un anno pubblicherò qualche foto della realizzazione, e l'anno dopo i dati sulla resa energetica effettiva.
Un tecnico comunale mi ha detto che sarebbe il primo progetto a Siena in cui vengono usati “vetri fotovoltaici” e sarebbe curioso di verificarne l'impatto visivo. Forse è giunto il momento che anche nelle città d'arte si possano iniziare a tollerare applicazioni del fotovoltaico non impattanti ?
La figura della slide 13, mostra una “serra solare” con un pessimo impatto visivo, posta in un contesto di degrado ambientale (Roma, via Tiburtina). Nell'immagine non si vede bene, ma le terrazze soprastanti non sono state chiuse. Da quella sopra addirittura fanno capolino due parabole satellitari. Figuriamoci se in situazioni come questa i condomini hanno la volontà di trovare un qualunque accordo per il risparmio energetico (non lo hanno trovato neppure per l'impianto satellitare condominiale....). Dove invece esistono buoni rapporti condominiali il risparmio energetico deve essere visto come un obiettivo comune, un’opportunità da non perdere. Trovare ad esempio un accordo per la chiusura delle terrazze di una facciata, creando “serre solari” architettonicamente omogenee è certamente possibile.

mercoledì 2 marzo 2011

PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte II: Iniziamo dal risparmio energetico – Energia termica


COMMENTI ALLE SLIDES
Nella prima slide allegata a questo post (la numero 3), inizio con il distinguere le tre tipologie di consumi energetici tipiche di un “nucleo familiare” (userò più di frequente la dizione “nucleo domestico” volendo con ciò indicare una aggregazione di più individui che, sulla base di un qualsiasi tipo di legame, riesca a condividere lo stesso tetto): termici, elettrici e per la mobilità privata (anche se l’utilizzo del mezzo privato, quando possibile, deve essere evitato a favore del trasporto pubblico). Le percentuali in nero sono tratte da “La riduzione dei consumi energetici domestici” (CONDOMINI SOSTENIBILI EDIZIONE 2004), dalle elaborazioni statistiche di Terna e GRTN e dalle dichiarazioni di consumo dei mezzi ibridi più virtuosi. Le stime di minor consumo percentuale in blu sono le mie, misurate strumentalmente e confermate da bollette e dal minor ricorso alla pompa di benzina. Sono in linea con le previsioni di letteratura. Attualmente sto cercando di rendere sostenibile la mobilità del mio “nucleo domestico”, con l'obiettivo di raggiungere le percentuali in viola.
Attenzione alle date ! La gran parte dei costi che verranno riportati è del periodo 2004-2007 e necessita di un adeguamento su base inflazionistica.
Nell'Approfondimento tecnico numero 0, vado a fare misurazioni che potrebbero sembrare un po' da “pidocchioso”. Ricordate però che misurare fa parte del mio hobby, e scoprire una “corrente parassita” è un po' come vincere una caccia al tesoro......
E’ importante prendere confidenza con classificazioni come quella della figura nella slide 4. Ne vedremo di due tipi: questa per gli edifici, ed in seguito quelle per gli elettrodomestici. Seguono la stessa logica per evidenziare l’efficienza: una serie di classi definite da una lettera ed una gradazione colorimetrica che va dai toni del rosso (bassa efficienza) a quelli del verde (alta efficienza).
Volete iniziare a “mettere a sistema” gli interventi per il risparmio di energia termica ? Verificate le seguenti condizioni:
Riscaldamento a pavimento
Convenienza: alta
Complementarietà: impianto di produzione acqua calda a bassa temperatura che possibilmente non adoperi energia da fonti fossili (solare termico, geotermico a bassa entalpia), oppure caldaia con pompa a bassa temperatura.
Sequenzialità: prima di un eventuale “cappotto interno” e prima dell'impianto di produzione di acqua calda
Caldaia a condensazione
Convenienza: media
Complementarietà: possibile (e consigliata) con impianto di produzione acqua calda a bassa temperatura che non adoperi energia da fonti fossili.
Sequenzialità: dopo tutti gli interventi di risparmio energetico elencati nelle slides pubblicate in questo post, perché andrà tarata sulla base delle necessità termiche residue.

Un conoscente di un mio amico mi ha chiesto di monitorare per un anno intero un impianto geotermico con sonde verticali. Era associato con pompe di calore e scambiatore di temperatura “liquido/aria” (ma suppongo si possa fare anche “liquido/acqua”, e quindi adoperare un impianto radiante a pavimento, che è più confortevole dei ventilconvettori (fan coil). Avere un impianto di risparmio energetico che funziona di inverno per scaldarsi e d'estate per raffrescarsi, è veramente il massimo. Banalizzando un po' la questione, possiamo immaginare il sottosuolo del giardino come un enorme “serbatoio termico”: durante l'inverno il calore viene “estratto” dal terreno ed in estate ci viene “reimmesso”. Mi risulta però che costi molto, richieda un locale tecnico e che il rischio di una resa diversa dalle attese sia abbastanza alto. Se le sonde non trovano il giusto gradiente termico la resa è bassa. Quindi attenzione: affidatevi solo a professionisti fortemente specializzati. Io non avevo necessità di rinfrescamento estivo (ho usato il metodo naturale riportato all'Approfondimento tecnico numero 1) e ho quindi optato per un più tranquillo solare termico.

PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte I: Introduzione a “HO SCOPERTO L'ACQUA CALDA.....”. Percorso domestico verso la sostenibilità ambientale ed economica.
Allegato: Pagine da 1 a 2

COMMENTI ALLE SLIDES
Per cercare di divenire “ecosostenibili”, non c'è bisogno di alcuna specializzazione. Non sono un tecnico del settore energetico e ritengo quindi che, con costanza e un minimo di interesse, tutti possono raggiungere i risultati che riporterò in questo “Percorso domestico verso la sostenibilità ambientale ed economica”.
Come e perché è nato il “Percorso.........” ?
La mia pratica di “sostenibilità domestica” inizia nei primi anni di questo secolo come semplice hobby. Con l'avvento della crisi, l'intenzione di mantenere la stessa qualità di vita mi ha indotto a cambiarne un po' lo stile, esercitando questo mio hobby con più “sistematicità.
Fare sistema” con le “buone pratiche domestiche” non è semplice, perché riferimenti disponibili non si trovano. Per tutti gli altri settori di consumo, Industria e Agricoltura, ma anche per il Terziario pubblico e privato, esiste più che una traccia, addirittura schemi comportamentali, protocolli di azione ed iniziative vere e proprie. Ma per il settore domestico non si trova niente di sistematico, solo elenchi di “buone pratiche”, che, prese una per una, sono certamente utili, ma la resa dell'investimento non risulta così buona come potrebbe essere. Vedremo che una “buona pratica”, se messa a sistema con un'altra, ne amplifica le prestazioni. E' uno dei pochi casi dove 1+1 può fare 3. Quindi, per avere ottimi tempi di rientro degli investimenti, bisogna che vengano attivate, e con criterio, le possibili pratiche complementari. Anche la sequenza è importante. Ad esempio non ha senso dare la precedenza alle “buone pratiche” di tipo “attivo” (produzione), rispetto a quelle di tipo “passivo” (risparmio), sebbene predisporre reti ed impianti al momento giusto sia comunque un principio da rispettare.
Cercherò di evidenziare questi concetti via via che pubblico le varie sezioni del “Percorso domestico verso la sostenibilità ambientale ed economica”, tramite “tags” quali “complementarietà” e “sequenzialità”.
Perché fare della sostenibilità domestica un hobby ?
Sono convinto che buona parte dei problemi dell'ambiente dipendono dal nostro immobilismo (soprattutto di noi abitanti dei paesi mediterranei e di quelli anglosassoni), più che dai governi.
Quella del “singolo” è una falsa, comoda impotenza. In realtà siamo troppo pigri “per provare” a diventare “ecosostenibili”. Ecco perché vi consiglio un approccio lento e progressivo. Fate diventare il risparmio energetico un vostro hobby. Considero l'hobbystica come un passatempo che sia utile, che stimoli il ragionamento e che, in tal senso, sia anche una sfida con noi stessi (una risposta alla domanda: riuscirò a farlo ?). Fare una “piccola opera” dà una certa soddisfazione; se ciò coincide anche con un guadagno o un risparmio, la soddisfazione è doppia. Un hobby va curato e preso seriamente, ma non può impegnarci più di tanto. Ed ecco quindi l'altra importante scoperta di questi anni: condurre una vita ecosostenibile è facile, conveniente e anche divertente.
E' facile, perché non c'è bisogno di essere un esperto per applicare le “buone pratiche”.
E' conveniente, perché i risultati sono immediati.
E' divertente, perché tutti i processi di crescita lo sono e capita di imbattersi in situazioni ridicole, che smentiscono errate credenze o riportano in auge tradizioni dimenticate.