Presentazione dell'esperienza di un “nucleo domestico” che ha iniziato a “praticare la sostenibilità”, senza alcun rilevante cambiamento dello stile di vita. Un “sistema di buone pratiche” con commenti, divagazioni, ed altri futuri “buoni propositi”............
venerdì 27 maggio 2011
DIVAGAZIONE: La “prova di ecosostenibilità” continua....
Ritorniamo alla nostra verifica sulla spazzatura. Ci sono le prove di una vita felice, salutare, tranquilla ?......fatta da un “nucleo domestico” di una parte del mondo agiata (stiamo consumando 2,5 volte ciò che il pianeta è in grado di darci.... ossia che è in grado di riprodurre per noi: è il concetto di “impronta ecologica”) che dovrebbe almeno concedersi il tempo di cucinare cibo sano da consumare insieme intorno ad un tavolo, curando legami e relazioni …...? Mi son fatto una domanda analoga anche recentemente, estraendo un vassoio dal lavastoviglie. Il vassoio, questo sconosciuto....... erano mesi che non ne mettevamo uno in tavola. Mio figlio stenta a riconoscerne la funzionalità: “perché mai dobbiamo travasare il contenuto di vaschette di plastica usa e getta su un vassoio ?”. Ha ragione: ormai il danno è fatto, tanto vale sfruttare fino in fondo questa “falsa comodità”........
mercoledì 25 maggio 2011
PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte XI: Ricicla, converti e produci per te stesso.....
COMMENTO ALLE SLIDES
Slide 36 - In famiglia mangiamo molte verdure e conoscerne la provenienza, o addirittura produrle in proprio, ci fa sentire più sicuri. Siamo impiegati, figli di impiegati. I miei nonni erano mercenari e l’unico bisnonno che ho conosciuto costruiva case. Quindi nessuna vera esperienza contadina. Però è bastato che la suocera, che da piccola viveva in campagna, ci dicesse come si coltiva l'insalata, cosa è un semenzaio ed altri due o tre concetti. Poi l'orto, se si organizza bene l'impianto di irrigazione, va avanti da solo. Certo la sua preparazione stagionale richiede un po' di tempo, ma con una mezz’ora di media al giorno, in una settimana si fa. Dopo otto ore davanti ad un computer, serve per tenersi in forma ed è anche più rilassante che fare ginnastica.
DIVAGAZIONE: Inizio della “prova di ecosostenibilità”
Vi invito a fare una prova che oramai è un classico per i neo-ecosostenibili. Voi tutti senz'altro già fate la raccolta differenziata e quindi quanto vi propongo è fattibile e non poi così disgustoso. Partite con i contenitori vuoti, conservate la spazzatura per tre o quattro giorni e poi verificatene il contenuto. Se il reparto plastica è più grande di tutti gli altri, già avete una prima risposta del tipo di consumatore che siete. Viceversa il contenitore del biologico deve avere una certa consistenza. Scarti che dimostrino una lavorazione di cibi freschi: bucce, piccole ossa (se non siete vegetariani), ecc.. Altrimenti vuol dire che avete ritmi di vita sbagliati o comunque non salutari. State mangiando cibo da asporto o perlomeno preconfezionato. Vi state facendo condizionare dalle esigenze distributive delle catene di supermercati.
PIU' PLASTICA = PROGRESSO ?
Mi chiedo: è mai possibile che tutte le cose che prima si trovavano al banco, cucinato compreso, adesso si trovino preconfezionati (vaschette e pellicole di plastica) nei frigoriferi orizzontali o nei microonde ?
PIU' PLASTICA = PROGRESSO ?
Mi chiedo: è mai possibile che tutte le cose che prima si trovavano al banco, cucinato compreso, adesso si trovino preconfezionati (vaschette e pellicole di plastica) nei frigoriferi orizzontali o nei microonde ?
venerdì 20 maggio 2011
PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte X: E dopo la casa risparmiosa ?
COMMENTO ALLA SLIDE
I 5 punti del progetto di sostenibilità hanno molti caratteri di complementarietà. Azioni che appartengono ad un punto possono essere dimensionate per risolvere problematiche che fanno parte di un altro punto. I rifiuti organici possono servire per concimare e quindi produrre alimenti, così come il recupero delle acque piovane, che serve si ad annaffiare, ma anche a risparmiare acqua potabile per i servizi igienici.
La mobilità è in viola, perché attualmente non è certo “sostenibile”. Il figlio ha un’età in cui sembra non si possa prescindere dall’avere una propria “libertà motoria”, altrimenti si viene esclusi automaticamente dal gruppo, perché non si può partecipare stando “a rimorchio”. Come genitore potevo anche essere in generale contrario al principio e chiedergli di utilizzare i mezzi pubblici, ma non mi andava che poi lui ne soffrisse. Io ho una berlina che era pensata per la sua sicurezza quando era piccolo e per lunghi spostamenti di lavoro, mentre attualmente ho accorciato le distanze e non godo più del rimborso del carburante. E’ vecchia, del 1996, pesante, consuma molto, non ha mai avuto un problema, ma fra poco andrà cambiata. La moglie ha un’utilitaria. Ho iniziato ad affrontare il problema con molta attenzione, ma non ho certezze. Ciò che vedo accadere a livello di mobilità locale, nazionale e perfino di programmazione industriale del settore trasporti non mi conforta. Nelle ultime slides della presentazione riporterò le mie prime scelte/iniziative e le perplessità sulla possibilità di rendere sostenibile questa tipologia di consumo.
DIVAGAZIONE: Perdiamo qualche cattiva abitudine
La prima abitudine da perdere è farsi dominare dai falsi desideri.
Personalmente ritengo che i desideri siano parte essenziale della nostra personalità; quindi di per sé positivi. Ma attenzione ai desideri indotti. Impariamo a distinguere fra quelli che possono instradare la nostra vita in una direzione che alla fine ci rende più felici, da quelli indotti dalla pubblicità, che sviluppano un mercato assurdo, non rispettoso degli interessi collettivi. Vedremo come, nei casi meno ecosostenibili e che costituiscono solo un inutile consumo di risorsa, non viene prodotto alcun utile se non per le multinazionali del settore del carbonio.
DIVAGAZIONE: Equilibrio e consumo ecosostenibile
Affermare che il nostro comportamento (e più in generale la nostra cultura) deve essere più ecosostenibile è molto più facile che renderlo tale. E' importante non prendere “sbandate radicali”, perché o si conclude poco o ci si isola dal mondo. Fonti quali la rete o libri e manuali che pretendono di dirvi cosa dovete fare e come comportarvi sono utili, ma vanno interpretati e “personalizzati”. In generale non dovete farvi convincere a sopprimere i vostri desideri allo scopo di essere più etici: le rinunce le facciano i frati francescani o chi ha fatto una scelta di vita legata al passato. Il mio “nucleo domestico” è composto da cittadini del terzo millennio che abitano in una piccola città italiana. Quindi consumatori a tutti gli effetti. L'ascetismo non fa per noi europei, e men che mai per la mia famiglia.
Personalmente però ho sempre cercato di non diventare un consumista.........
lunedì 16 maggio 2011
PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte IX: Riepilogo: la casa risparmiosa – chi ci aiuta ?
COMMENTO ALLE SLIDES
Secondo me, il traguardo che si pone la Regione Toscana (slide 31) non è raggiungibile per le abitazioni già esistenti (al massimo si può pensare ad un livello D), per questi due motivi:
a) il piano non copre assolutamente i costi;
b) le relazioni condominiali non sono ancora “mature” per il risparmio energetico.
Il podere dove abito è stato ristrutturato come edificio bifamiliare e l’altro “nucleo domestico” è la famiglia di mia sorella. Quindi accordarsi è stato facile. Ma decidere fra condomini su come utilizzare e suddividere un tetto condominiale, o semplicemente sul fare o non fare gli impianti, non è cosa facile…… anche se bisogna provarci, perché conviene. Forse con gli obiettivi del risparmio energetico la categoria degli Amministratori condominiali potrebbe assumere un ruolo ben più gratificante di quanto non sia l'attuale gestione dei rapporti fra condomini ?
Per rendersi conto del significato dei valori: poniamo che in un’abitazione di 100m² il consumo elettrico annuale sia di 3.000 kWh (equivalenti a circa 9.000 termici) e quello termico sia di 27.000 kWh, per un totale di 36.000 kWh. In questo caso il consumo di energia complessivo per metro quadrato di superficie è dunque pari a 360 kWh/m² anno; classe L. Sono valori che possono riscontrarsi nelle peggiori abitazioni realizzate negli anni ‘60-70, situazioni dove si può conseguire un risparmio energetico rilevante senza rifare la casa ex-novo.
DIVAGAZIONE: Per salvare il pianeta forse occorre una nuova filosofia, ma per dare il proprio contributo bastano alcuni “sani principi”
Quindi ho deciso. Sono abbastanza avanti con il mio “Percorso di sostenibilità” e mi sento in grado di parlarne agli altri e provare a dare un contributo fattivo. Posso dimostrare che “si può fare”.
Perché noi ambientalisti siamo bravi a spaventare la gente, ma ancora non abbiamo imparato a dirgli cosa fare. Non ho quindi assolutamente intenzione di parlarvi dell'effetto serra e di disastri vari, o proporvi azioni fuori dalla vostra portata. Vi chiedo solo di personalizzare/replicare un sistema di buone pratiche (buone soprattutto dal punto di vista economico), adatte ad un “nucleo domestico”....... Per sapere come salvare il pianeta dovete sentire altri: ci sono così tanti studiosi che hanno diritto e dovere di parlarne prima di me.....
DIVAGAZIONE: Consumo, quindi sono felice ?
Durante il “Percorso di sostenibilità” mi sono presto reso conto che la mia qualità di vita migliorava. Possibile ? C'è la crisi, guadagno meno e sto meglio ?! Vuoi vedere che il continuo consumo di risorse non c'entra niente con la felicità ? Che forse è vero che il consumismo ci porta a lavorare di più per acquistare inutili prodotti che erodono continuamente le risorse collettive ? Se poi dopotutto “divenire sostenibili” è facile, economico, ti rende più consapevole e ti fa stare meglio, forse è opportuno dirlo ad altri..... Oppure si rischia di rompergli le scatole ?
Una condotta individuale, nel momento in cui viene resa pubblica, rimane individuale o c'è qualche possibilità che si diffonda ? E' veramente così difficile far capire che tutti ci possono tranquillamente “provare” ?
PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte VIII: Tutta l'energia delle piante
COMMENTO ALLE SLIDES
Sulle valutazioni scritte in verde, che riguardano l'integrazione dell'impianto di riscaldamento con un sistema a biomasse, non posso mettere la mano sul fuoco (!), perché ho deciso di intervenire adesso e quindi i numeri che vedete sono stime/promesse fatte da chi mi ha proposto questo tipo di installazione. Dovrà passare un'intera annata prima che possa fare misure e dare conferme. Non nascondo un po' di scetticismo. Una “variante” di così poco impatto come quella riportata alla slide 30, potrà darmi un differenziale di circa 30 kWh/mq annuo ? Se qualcuno di voi ha conoscenze/esperienze tecniche per dubitarne mi faccia sapere al più presto !
Quella della prima slide dell'Approfondimento tecnico n.10 non è una distinzione accademica. E' importante per capire che tipo di impianto installare e se si viene fregati o no quando si compra della legna o ci si appresta a scegliere quale essenza coltivare e come conservarla. Ci sono pochi impianti che hanno un funzionamento simile alla caldaia a condensazione: la maggior parte non riesce a recuperare il calore di condensazione. Quindi, durante acquisto, produzione e/o conservazione, va considerato il potere calorifico inferiore ed anche il tenore idrico, perché l’energia per far evaporare l'acqua va in sottrazione……
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Nella conclusione del post precedente ero stato troppo ottimista....... Adesso siamo a metà Maggio ed il governo ha promulgato il decreto legge che tratta del “quarto conto energia”. Il lato positivo è che le rinnovabili possono riprendere la loro marcia; quello negativo che sono state definite diminuzioni degli incentivi troppo brusche. Penso che, se l'offerta non sarà in grado di assorbire il differenziale, è difficile che le “buone pratiche” possano divenire popolari. Il 2011 rischia di essere l'ultimo anno a disposizione per gli investimenti dei potenziali “praticanti”. A meno che non si facciano altri correttivi, come ad esempio far divenire strutturale la detrazione fiscale del 55% sul risparmio energetico e riportarla sui 5 anni........
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