Se rifacciamo i conti con questa (eco)logica, vediamo che la mia generazione e soprattutto quella precedente (insomma, chi è nato dagli anni '30 ai '70) hanno vissuto ben oltre le proprie effettive possibilità, mantenendo un tenore di vita che ha consumato la maggior parte delle risorse materiali ed energetiche che il pianeta aveva immagazzinato in miliardi di anni. Ma il problema non finisce qui: purtroppo abbiamo insegnato anche ai nostri figli lo stesso stile di vita.....
"HO SCOPERTO L'ACQUA CALDA"
Presentazione dell'esperienza di un “nucleo domestico” che ha iniziato a “praticare la sostenibilità”, senza alcun rilevante cambiamento dello stile di vita. Un “sistema di buone pratiche” con commenti, divagazioni, ed altri futuri “buoni propositi”............
lunedì 21 novembre 2011
DIVAGAZIONE: i fine settimana degli “indignati”
Appurato che le teorie economiche degli ultimi decenni non hanno mai contabilizzato i costi ambientali (considerandoli “esternalità”) è più facile comprendere ciò che sta succedendo in questi anni di “crisi”, che, fin dall'inizio, gli ecologisti dissero essere di tipo ecosociale (quindi strutturale e non solo finanziaria).
DIVAGAZIONE: il cambio di paradigma
I sistemi naturali non sono più in grado di reggere il continuo e crescente impatto dei consumi. Quindi l'attuale modello di crescita economica materiale e quantitativa non è più sostenibile. Va cambiato. Il consumo di energia e la qualità della vita non sono più strettamente correlati come lo sono stati dall'inizio dell'era industriale fino agli anni settanta. Da decenni oramai il tipo di crescita misurata dal PIL non porta più un effettivo guadagno per la collettività, ma solo per pochi individui, ed a fronte di crescenti esternalità sociali negative. Lo stesso accade con il reddito procapite, che continua a crescere, insieme però alla percentuale di famiglie povere.
mercoledì 5 ottobre 2011
(FUORI PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE)
Fogli di calcolo consumo e produzione elettricità 2010, piano di rientro economico e “percorso energetico”
COMMENTO AI FOGLI DI CALCOLO
La prima tabella allegata, denominata Fotovoltaico_2010, riporta il bilancio produzione/consumo di energia elettrica del mio “nucleo domestico” nell'anno 2010. Il grafico mostra come si riesca a raggiungere un equilibrio già nel mese di Marzo, per poi iniziare a produrre più energia di quanta se ne consumi, fino al mese di Ottobre, quando si inizia ad “riutilizzare” la sovrapproduzione di energia della buona stagione.
La seconda tabella, denominata Percorso_Energia, riporta percentuali e progressivi del risparmio energetico dovuto alle principali “buone pratiche”.
La terza tabella, denominata Ammortamento, riporta il rientro progressivo degli investimenti.
L'ottima performance (senz'altro migliore di quanto inizialmente mi attendessi) è dovuta a vari fattori:
- l'alto costo del “tipo” di energia adottata dal mio “nucleo domestico” su cui andavo a risparmiare (il GPL costa molto e per l'energia elettrica ho dovuto mantenere per anni il contratto ENEL a 4,5 Kwh di potenza);
- la possibilità di detrazione del 55% in tre anni (adesso è in dieci anni);
- i contributi degli Enti locali per solare termico e fotovoltaico (adesso incompatibili con la detrazione fiscale del 55%, ma ancora compatibili con il Conto Energia);
- l'aver messo “a sistema” le “buone pratiche”.
mercoledì 20 luglio 2011
DIVAGAZIONE: I flussi di materia ed energia per una nuova crescita
La crisi è prima di tutto generata da uno scorretto utilizzo delle risorse ambientali (flussi di energia e flussi di materia), come se fossero infinite, per continuare a crescere, ammesso che ci si possa ancora riuscire.
Già quattro anni fa, ospite a Siena al S.Maria della Scala, Sachs parlava della necessità di “disaccoppiare” crescita ed uso di risorse. E di tutte le risorse, non solo energetiche. Sosteneva che per i metalli non era più logico sopportare il continuo incremento del consumo energetico per estrazione e fusione e che oramai stava diventando più conveniente il riciclo, per tutti. Adesso è da due a dieci volte più efficiente dal punto di vista energetico.
Bisogna ripensare l'economia in termini di uso efficiente delle risorse. La CE sta decidendo le misure da adottare in futuro in settori come le riforme fiscali e la soppressione dei sussidi inefficaci. Dissociare la crescita dall'incremento nell'uso delle risorse naturali è una soluzione obbligata per il passaggio alla green economy. Certo, occorre dare impulso all'innovazione tecnologica, ma anche a politiche pubbliche che incentivino riutilizzo, risparmio e riciclo della materia. E leggere che oggi la mia Regione ha attivando un bando ad hoc (http://www.regione.toscana.it/regione/multimedia/RT/documents/2011/07/20/3f457d115a88abea735d48546c0987ce_parteiiin29del20072011.pdf), mi convince sempre più che questo territorio può essere un protagonista della transizione.
Già quattro anni fa, ospite a Siena al S.Maria della Scala, Sachs parlava della necessità di “disaccoppiare” crescita ed uso di risorse. E di tutte le risorse, non solo energetiche. Sosteneva che per i metalli non era più logico sopportare il continuo incremento del consumo energetico per estrazione e fusione e che oramai stava diventando più conveniente il riciclo, per tutti. Adesso è da due a dieci volte più efficiente dal punto di vista energetico.
Bisogna ripensare l'economia in termini di uso efficiente delle risorse. La CE sta decidendo le misure da adottare in futuro in settori come le riforme fiscali e la soppressione dei sussidi inefficaci. Dissociare la crescita dall'incremento nell'uso delle risorse naturali è una soluzione obbligata per il passaggio alla green economy. Certo, occorre dare impulso all'innovazione tecnologica, ma anche a politiche pubbliche che incentivino riutilizzo, risparmio e riciclo della materia. E leggere che oggi la mia Regione ha attivando un bando ad hoc (http://www.regione.toscana.it/regione/multimedia/RT/documents/2011/07/20/3f457d115a88abea735d48546c0987ce_parteiiin29del20072011.pdf), mi convince sempre più che questo territorio può essere un protagonista della transizione.
DIVAGAZIONE: Il nuovo ambientalismo ed il mito della crescita tecnologica
Il nuovo ambientalismo ha grande fiducia nella tecnologia che sembra essere in grado di dare soluzioni ecosostenibili sia per le vecchie che per le nuove economie.
Anch'io sarei per guardare sempre avanti, verso una vita con tanti più contenuti che non qualche semplice cambiamento...... Ma purtroppo “essere positivi” non è più sufficiente. Cambiare stile di vita è veramente essenziale, a prescindere dall'arrivo di nuove soluzioni tecnologiche. E la crisi ce ne dà l'opportunità. Perché sprecarla ? Ad esempio, io credo sia essenziale passare alla motorizzazione elettrica nel più breve tempo possibile (l'ho inserita pesantemente nel mio “Percorso di sostenibilità”), ma voglio che parallelamente si agevolino modalità alternative all'attuale mobilità, perché altrimenti staremo sempre troppo tempo fermi in coda o in fila.
PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
FINE: ho usato “software sostenibile”
COMMENTO ALLA SLIDE
La presentazione (trasformata poi in allegati in formato PDF), tutti i testi ed i fogli di calcolo sono sviluppati con software open source adoperando un Sistema Operativo anch'esso open. Anche per la gestione di questo blog, che sto facendo via web, in genere utilizzo un PC con S.O. Linux.
Cosa c'entra con la sostenibilità domestica ?.....
Comprare software commerciale per fare cose che si possono fare anche con software libero è senz'altro uno spreco. Ma oltre ai motivi di natura economica ce ne sono altri. Di natura tecnica: gli applicativi open source hanno ormai raggiunto un grado di maturità e affidabilità talmente elevato che possono costituire una valida alternativa a quelli a pagamento. In alcuni casi hanno caratteristiche tecniche e funzionalità tali da renderli addirittura più efficienti e sopratutto più sicuri.
Ci sono anche motivi di natura normativa, perché installare software pirata, anche se lo si utilizza raramente, è illegale. Ed è ben difficile utilizzare appieno un PC con i pochi software di base installati con i S.O. commerciali al momento dell'acquisto.
DIVAGAZIONE: La mobilità nell'immediato futuro del “Percorso di sostenibilità”
Ho interconnesso e chiuso vari cicli di consumo, e vedere adesso il riflesso dei risultati nel bilancio domestico dà una certa soddisfazione.
Evidenzia altresì le “cattive pratiche” sulle quali ancora non abbiamo agito. Adesso l'insostenibilità della mobilità del mio nucleo domestico è divenuta evidente. Per quanto abbia ridotto i costi anche in tal senso, a fronte del quasi azzeramento degli altri consumi energetici, quelli dovuti ai trasporti emergono ora in modo netto. Pesavano circa per il 15% ed adesso sono al 85% delle spese per il consumo energetico totale del “nucleo domestico” ! Sono consapevole delle difficoltà, ma, volontà e tecnologia permettendo, vorrei riequilibrare tali percentuali (50/50) nel giro di due/tre anni. Sempre mantenendo la stessa filosofia, ossia evitando qualsiasi tipo di rinuncia.
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