La crisi è prima di tutto generata da uno scorretto utilizzo delle risorse ambientali (flussi di energia e flussi di materia), come se fossero infinite, per continuare a crescere, ammesso che ci si possa ancora riuscire.
Già quattro anni fa, ospite a Siena al S.Maria della Scala, Sachs parlava della necessità di “disaccoppiare” crescita ed uso di risorse. E di tutte le risorse, non solo energetiche. Sosteneva che per i metalli non era più logico sopportare il continuo incremento del consumo energetico per estrazione e fusione e che oramai stava diventando più conveniente il riciclo, per tutti. Adesso è da due a dieci volte più efficiente dal punto di vista energetico.
Bisogna ripensare l'economia in termini di uso efficiente delle risorse. La CE sta decidendo le misure da adottare in futuro in settori come le riforme fiscali e la soppressione dei sussidi inefficaci. Dissociare la crescita dall'incremento nell'uso delle risorse naturali è una soluzione obbligata per il passaggio alla green economy. Certo, occorre dare impulso all'innovazione tecnologica, ma anche a politiche pubbliche che incentivino riutilizzo, risparmio e riciclo della materia. E leggere che oggi la mia Regione ha attivando un bando ad hoc (http://www.regione.toscana.it/regione/multimedia/RT/documents/2011/07/20/3f457d115a88abea735d48546c0987ce_parteiiin29del20072011.pdf), mi convince sempre più che questo territorio può essere un protagonista della transizione.
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