lunedì 21 novembre 2011

DIVAGAZIONE: i fine settimana degli “indignati”

Appurato che le teorie economiche degli ultimi decenni non hanno mai contabilizzato i costi ambientali (considerandoli “esternalità”) è più facile comprendere ciò che sta succedendo in questi anni di “crisi”, che, fin dall'inizio, gli ecologisti dissero essere di tipo ecosociale (quindi strutturale e non solo finanziaria).
Se rifacciamo i conti con questa (eco)logica, vediamo che la mia generazione e soprattutto quella precedente (insomma, chi è nato dagli anni '30 ai '70) hanno vissuto ben oltre le proprie effettive possibilità, mantenendo un tenore di vita che ha consumato la maggior parte delle risorse materiali ed energetiche che il pianeta aveva immagazzinato in miliardi di anni. Ma il problema non finisce qui: purtroppo abbiamo insegnato anche ai nostri figli lo stesso stile di vita.....

DIVAGAZIONE: il cambio di paradigma

I sistemi naturali non sono più in grado di reggere il continuo e crescente impatto dei consumi. Quindi l'attuale modello di crescita economica materiale e quantitativa non è più sostenibile. Va cambiato. Il consumo di energia e la qualità della vita non sono più strettamente correlati come lo sono stati dall'inizio dell'era industriale fino agli anni settanta. Da decenni oramai il tipo di crescita misurata dal PIL non porta più un effettivo guadagno per la collettività, ma solo per pochi individui, ed a fronte di crescenti esternalità sociali negative. Lo stesso accade con il reddito procapite, che continua a crescere, insieme però alla percentuale di famiglie povere.

mercoledì 5 ottobre 2011

(FUORI PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE)
Fogli di calcolo consumo e produzione elettricità 2010, piano di rientro economico e “percorso energetico”

COMMENTO AI FOGLI DI CALCOLO
La prima tabella allegata, denominata Fotovoltaico_2010, riporta il bilancio produzione/consumo di energia elettrica del mio “nucleo domestico” nell'anno 2010. Il grafico mostra come si riesca a raggiungere un equilibrio già nel mese di Marzo, per poi iniziare a produrre più energia di quanta se ne consumi, fino al mese di Ottobre, quando si inizia ad “riutilizzare” la sovrapproduzione di energia della buona stagione.
La seconda tabella, denominata Percorso_Energia, riporta percentuali e progressivi del risparmio energetico dovuto alle principali “buone pratiche”.
La terza tabella, denominata Ammortamento, riporta il rientro progressivo degli investimenti.
L'ottima performance (senz'altro migliore di quanto inizialmente mi attendessi) è dovuta a vari fattori:
- l'alto costo del “tipo” di energia adottata dal mio “nucleo domestico” su cui andavo a risparmiare (il GPL costa molto e per l'energia elettrica ho dovuto mantenere per anni il contratto ENEL a 4,5 Kwh di potenza);
- la possibilità di detrazione del 55% in tre anni (adesso è in dieci anni);
- i contributi degli Enti locali per solare termico e fotovoltaico (adesso incompatibili con la detrazione fiscale del 55%, ma ancora compatibili con il Conto Energia);
- l'aver messo “a sistema” le “buone pratiche”.

mercoledì 20 luglio 2011

DIVAGAZIONE: I flussi di materia ed energia per una nuova crescita

La crisi è prima di tutto generata da uno scorretto utilizzo delle risorse ambientali (flussi di energia e flussi di materia), come se fossero infinite, per continuare a crescere, ammesso che ci si possa ancora riuscire.
Già quattro anni fa, ospite a Siena al S.Maria della Scala, Sachs parlava della necessità di “disaccoppiare” crescita ed uso di risorse. E di tutte le risorse, non solo energetiche. Sosteneva che per i metalli non era più logico sopportare il continuo incremento del consumo energetico per estrazione e fusione e che oramai stava diventando più conveniente il riciclo, per tutti. Adesso è da due a dieci volte più efficiente dal punto di vista energetico.
Bisogna ripensare l'economia in termini di uso efficiente delle risorse. La CE sta decidendo le misure da adottare in futuro in settori come le riforme fiscali e la soppressione dei sussidi inefficaci. Dissociare la crescita dall'incremento nell'uso delle risorse naturali è una soluzione obbligata per il passaggio alla green economy. Certo, occorre dare impulso all'innovazione tecnologica, ma anche a politiche pubbliche che incentivino riutilizzo, risparmio e riciclo della materia. E leggere che oggi la mia Regione ha attivando un bando ad hoc (http://www.regione.toscana.it/regione/multimedia/RT/documents/2011/07/20/3f457d115a88abea735d48546c0987ce_parteiiin29del20072011.pdf), mi convince sempre più che questo territorio può essere un protagonista della transizione.

DIVAGAZIONE: Il nuovo ambientalismo ed il mito della crescita tecnologica

Il nuovo ambientalismo ha grande fiducia nella tecnologia che sembra essere in grado di dare soluzioni ecosostenibili sia per le vecchie che per le nuove economie.
Anch'io sarei per guardare sempre avanti, verso una vita con tanti più contenuti che non qualche semplice cambiamento...... Ma purtroppo “essere positivi” non è più sufficiente. Cambiare stile di vita è veramente essenziale, a prescindere dall'arrivo di nuove soluzioni tecnologiche. E la crisi ce ne dà l'opportunità. Perché sprecarla ? Ad esempio, io credo sia essenziale passare alla motorizzazione elettrica nel più breve tempo possibile (l'ho inserita pesantemente nel mio “Percorso di sostenibilità”), ma voglio che parallelamente si agevolino modalità alternative all'attuale mobilità, perché altrimenti staremo sempre troppo tempo fermi in coda o in fila.
PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
FINE: ho usato “software sostenibile”

COMMENTO ALLA SLIDE
La presentazione (trasformata poi in allegati in formato PDF), tutti i testi ed i fogli di calcolo sono sviluppati con software open source adoperando un Sistema Operativo anch'esso open. Anche per la gestione di questo blog, che sto facendo via web, in genere utilizzo un PC con S.O. Linux.
Cosa c'entra con la sostenibilità domestica ?.....
Comprare software commerciale per fare cose che si possono fare anche con software libero è senz'altro uno spreco. Ma oltre ai motivi di natura economica ce ne sono altri. Di natura tecnica: gli applicativi open source hanno ormai raggiunto un grado di maturità e affidabilità talmente elevato che possono costituire una valida alternativa a quelli a pagamento. In alcuni casi hanno caratteristiche tecniche e funzionalità tali da renderli addirittura più efficienti e sopratutto più sicuri.
Ci sono anche motivi di natura normativa, perché installare software pirata, anche se lo si utilizza raramente, è illegale. Ed è ben difficile utilizzare appieno un PC con i pochi software di base installati con i S.O. commerciali al momento dell'acquisto.

DIVAGAZIONE: La mobilità nell'immediato futuro del “Percorso di sostenibilità”

Ho interconnesso e chiuso vari cicli di consumo, e vedere adesso il riflesso dei risultati nel bilancio domestico dà una certa soddisfazione.
Evidenzia altresì le “cattive pratiche” sulle quali ancora non abbiamo agito. Adesso l'insostenibilità della mobilità del mio nucleo domestico è divenuta evidente. Per quanto abbia ridotto i costi anche in tal senso, a fronte del quasi azzeramento degli altri consumi energetici, quelli dovuti ai trasporti emergono ora in modo netto. Pesavano circa per il 15% ed adesso sono al 85% delle spese per il consumo energetico totale del “nucleo domestico” ! Sono consapevole delle difficoltà, ma, volontà e tecnologia permettendo, vorrei riequilibrare tali percentuali (50/50) nel giro di due/tre anni. Sempre mantenendo la stessa filosofia, ossia evitando qualsiasi tipo di rinuncia.

mercoledì 15 giugno 2011

PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte XIII: Risparmio energetico e mobilità individuale

COMMENTO ALLE SLIDES
Slide 39 – Circa un anno fa ho assistito ad un dibattito televisivo che aveva per argomento la crisi ed i provvedimenti governativi per il settore auto e suo indotto. Il rappresentante della maggioranza, leghista, sosteneva che gli incentivi nel breve periodo avrebbero bloccato lo sviluppo tecnologico del settore. Il suo interlocutore (Chiamparino) sosteneva che le tecnologie sostenibili sono già in commercio e che gli incentivi dovevano aiutare sia la loro diffusione che l'uscita dalla crisi. Ritengo che ambedue avessero contemporaneamente ragione e torto...... Mi spiego meglio e così giustifico anche il fatto che nel mio “Percorso..” non ho considerato e non considererò i veicoli a metano/GPL.

venerdì 10 giugno 2011

DIVAGAZIONE: La vera storia dei nostri rifiuti (ed allegato PDF)

Anche se siete soddisfatti del vostro gestore dei rifiuti solidi urbani, è opportuno che conosciate la “Vera storia dei nostri rifiuti”. Nel documentarmi e poi nello scriverla mi sono fatto prendere dalla mano ed il testo è venuto un po' lungo. Ve lo allego (link a Vera_storia_dei_nostri_rifiuti.pdf) così che possiate scaricarlo e leggervelo con tutta calma. Ma leggetelo, perché ci sono scritte cose che probabilmente non conoscete (io almeno non le sapevo). Se fra di voi c'è qualche esperto del settore, avrei piacere che confutasse le proposte che vi ho inserito. Le trovo infatti così semplici e lineari che non comprendo bene perché non venga attuato qualcosa di simile. Probabilmente esistono delle complessità che mi sfuggono ? Oppure i dubbi e le perplessità che emergeranno dalla lettura del testo sono fondate ?

venerdì 3 giugno 2011

DIVAGAZIONE: Fine della “prova di ecosostenibilità”

Finita l'analisi della vostra immondizia, potete buttarla: la falsa comodità che pensate di aver ottenuto grazie a tutti quei contenitori usa e getta diviene così improvvisamente di incomodo per la collettività.......
Io apprezzo tantissimo il lavoro di Siena Ambiente, il gestore del ciclo dei rifiuti della mia città. E' quasi motivo di orgoglio abitare in un territorio con un così efficiente servizio di raccolta, recupero e smaltimento. Altrove se ne sentono tante e vi garantisco che non ce le raccontano tutte. So di potermi fidare e quindi ho deciso di non preoccuparmi più di dove andrà a finire la mia differenziata. Adesso voglio capire bene da dove vengono tutti questi rifiuti e del perché dovrebbe essere ineluttabile che il loro quantitativo aumenti continuamente.

mercoledì 1 giugno 2011

PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte XII: Evita consumi inutili....... e partecipa

COMMENTO ALLE SLIDES
Slide 38 - Il gruppo di acquisto solidale non è una forma di consumo che può andare in concorrenza con il supermercato. Perché non costa di meno, richiede più impegno, offre meno scelta. Ma ti mette in contatto con gli altri e ti fa sentire partecipe di qualcosa di positivo. Ti dà almeno una sensazione di maggiore sicurezza, che a me sembra reale. Ultimamente noto un degrado di funzionalità e spero sia a causa del forte impegno richiesto e non della volontà di trasformare il tutto solo in un business.

DIVAGAZIONE: Ci sono altre alternative ?

Le sto cercando, con più o meno fortuna. Produco qualcosa per autoconsumo (l'ho detta male: non fatevi idee sbagliate, ho già detto che non sono un “alternativo”; intendevo insalata, pomodori, ecc.), sono iscritto a gruppi di acquisto, dove la distribuzione è fatta con cassette a rendere. Da un po' di tempo sento anche l'esigenza di annusare e assaggiare il cibo di cui poi mi dovrò nutrire; il fatto che in mezzo ci sia un materiale plastico che lo impedisce, mi lascia insoddisfatto.

venerdì 27 maggio 2011

DIVAGAZIONE: La “prova di ecosostenibilità” continua....

Ritorniamo alla nostra verifica sulla spazzatura. Ci sono le prove di una vita felice, salutare, tranquilla ?......fatta da un “nucleo domestico” di una parte del mondo agiata (stiamo consumando 2,5 volte ciò che il pianeta è in grado di darci.... ossia che è in grado di riprodurre per noi: è il concetto di “impronta ecologica”) che dovrebbe almeno concedersi il tempo di cucinare cibo sano da consumare insieme intorno ad un tavolo, curando legami e relazioni …...? Mi son fatto una domanda analoga anche recentemente, estraendo un vassoio dal lavastoviglie. Il vassoio, questo sconosciuto....... erano mesi che non ne mettevamo uno in tavola. Mio figlio stenta a riconoscerne la funzionalità: “perché mai dobbiamo travasare il contenuto di vaschette di plastica usa e getta su un vassoio ?”. Ha ragione: ormai il danno è fatto, tanto vale sfruttare fino in fondo questa “falsa comodità”........

mercoledì 25 maggio 2011


PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte XI: Ricicla, converti e produci per te stesso.....

COMMENTO ALLE SLIDES
Slide 36 - In famiglia mangiamo molte verdure e conoscerne la provenienza, o addirittura produrle in proprio, ci fa sentire più sicuri. Siamo impiegati, figli di impiegati. I miei nonni erano mercenari e l’unico bisnonno che ho conosciuto costruiva case. Quindi nessuna vera esperienza contadina. Però è bastato che la suocera, che da piccola viveva in campagna, ci dicesse come si coltiva l'insalata, cosa è un semenzaio ed altri due o tre concetti. Poi l'orto, se si organizza bene l'impianto di irrigazione, va avanti da solo. Certo la sua preparazione stagionale richiede un po' di tempo, ma con una mezz’ora di media al giorno, in una settimana si fa. Dopo otto ore davanti ad un computer, serve per tenersi in forma ed è anche più rilassante che fare ginnastica.

DIVAGAZIONE: Inizio della “prova di ecosostenibilità”

Vi invito a fare una prova che oramai è un classico per i neo-ecosostenibili. Voi tutti senz'altro già fate la raccolta differenziata e quindi quanto vi propongo è fattibile e non poi così disgustoso. Partite con i contenitori vuoti, conservate la spazzatura per tre o quattro giorni e poi verificatene il contenuto. Se il reparto plastica è più grande di tutti gli altri, già avete una prima risposta del tipo di consumatore che siete. Viceversa il contenitore del biologico deve avere una certa consistenza. Scarti che dimostrino una lavorazione di cibi freschi: bucce, piccole ossa (se non siete vegetariani), ecc.. Altrimenti vuol dire che avete ritmi di vita sbagliati o comunque non salutari. State mangiando cibo da asporto o perlomeno preconfezionato. Vi state facendo condizionare dalle esigenze distributive delle catene di supermercati.
PIU' PLASTICA = PROGRESSO ?
Mi chiedo: è mai possibile che tutte le cose che prima si trovavano al banco, cucinato compreso, adesso si trovino preconfezionati (vaschette e pellicole di plastica) nei frigoriferi orizzontali o nei microonde ?

venerdì 20 maggio 2011

PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte X: E dopo la casa risparmiosa ?

COMMENTO ALLA SLIDE
I 5 punti del progetto di sostenibilità hanno molti caratteri di complementarietà. Azioni che appartengono ad un punto possono essere dimensionate per risolvere problematiche che fanno parte di un altro punto. I rifiuti organici possono servire per concimare e quindi produrre alimenti, così come il recupero delle acque piovane, che serve si ad annaffiare, ma anche a risparmiare acqua potabile per i servizi igienici.
La mobilità è in viola, perché attualmente non è certo “sostenibile”. Il figlio ha un’età in cui sembra non si possa prescindere dall’avere una propria “libertà motoria”, altrimenti si viene esclusi automaticamente dal gruppo, perché non si può partecipare stando “a rimorchio”. Come genitore potevo anche essere in generale contrario al principio e chiedergli di utilizzare i mezzi pubblici, ma non mi andava che poi lui ne soffrisse. Io ho una berlina che era pensata per la sua sicurezza quando era piccolo e per lunghi spostamenti di lavoro, mentre attualmente ho accorciato le distanze e non godo più del rimborso del carburante. E’ vecchia, del 1996, pesante, consuma molto, non ha mai avuto un problema, ma fra poco andrà cambiata. La moglie ha un’utilitaria. Ho iniziato ad affrontare il problema con molta attenzione, ma non ho certezze. Ciò che vedo accadere a livello di mobilità locale, nazionale e perfino di programmazione industriale del settore trasporti non mi conforta. Nelle ultime slides della presentazione riporterò le mie prime scelte/iniziative e le perplessità sulla possibilità di rendere sostenibile questa tipologia di consumo.

DIVAGAZIONE: Perdiamo qualche cattiva abitudine

La prima abitudine da perdere è farsi dominare dai falsi desideri.
Personalmente ritengo che i desideri siano parte essenziale della nostra personalità; quindi di per sé positivi. Ma attenzione ai desideri indotti. Impariamo a distinguere fra quelli che possono instradare la nostra vita in una direzione che alla fine ci rende più felici, da quelli indotti dalla pubblicità, che sviluppano un mercato assurdo, non rispettoso degli interessi collettivi. Vedremo come, nei casi meno ecosostenibili e che costituiscono solo un inutile consumo di risorsa, non viene prodotto alcun utile se non per le multinazionali del settore del carbonio.

DIVAGAZIONE: Equilibrio e consumo ecosostenibile

Affermare che il nostro comportamento (e più in generale la nostra cultura) deve essere più ecosostenibile è molto più facile che renderlo tale. E' importante non prendere “sbandate radicali”, perché o si conclude poco o ci si isola dal mondo. Fonti quali la rete o libri e manuali che pretendono di dirvi cosa dovete fare e come comportarvi sono utili, ma vanno interpretati e “personalizzati”. In generale non dovete farvi convincere a sopprimere i vostri desideri allo scopo di essere più etici: le rinunce le facciano i frati francescani o chi ha fatto una scelta di vita legata al passato. Il mio “nucleo domestico” è composto da cittadini del terzo millennio che abitano in una piccola città italiana. Quindi consumatori a tutti gli effetti. L'ascetismo non fa per noi europei, e men che mai per la mia famiglia.
Personalmente però ho sempre cercato di non diventare un consumista.........

lunedì 16 maggio 2011

PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte IX: Riepilogo: la casa risparmiosa – chi ci aiuta ?

COMMENTO ALLE SLIDES
Secondo me, il traguardo che si pone la Regione Toscana (slide 31) non è raggiungibile per le abitazioni già esistenti (al massimo si può pensare ad un livello D), per questi due motivi:
a) il piano non copre assolutamente i costi;
b) le relazioni condominiali non sono ancora “mature” per il risparmio energetico.
Il podere dove abito è stato ristrutturato come edificio bifamiliare e l’altro “nucleo domestico” è la famiglia di mia sorella. Quindi accordarsi è stato facile. Ma decidere fra condomini su come utilizzare e suddividere un tetto condominiale, o semplicemente sul fare o non fare gli impianti, non è cosa facile…… anche se bisogna provarci, perché conviene. Forse con gli obiettivi del risparmio energetico la categoria degli Amministratori condominiali potrebbe assumere un ruolo ben più gratificante di quanto non sia l'attuale gestione dei rapporti fra condomini ?
Per rendersi conto del significato dei valori: poniamo che in un’abitazione di 100m² il consumo elettrico annuale sia di 3.000 kWh (equivalenti a circa 9.000 termici) e quello termico sia di 27.000 kWh, per un totale di 36.000 kWh. In questo caso il consumo di energia complessivo per metro quadrato di superficie è dunque pari a 360 kWh/m² anno; classe L. Sono valori che possono riscontrarsi nelle peggiori abitazioni realizzate negli anni ‘60-70, situazioni dove si può conseguire un risparmio energetico rilevante senza rifare la casa ex-novo.

DIVAGAZIONE: Per salvare il pianeta forse occorre una nuova filosofia, ma per dare il proprio contributo bastano alcuni “sani principi”

Quindi ho deciso. Sono abbastanza avanti con il mio “Percorso di sostenibilità” e mi sento in grado di parlarne agli altri e provare a dare un contributo fattivo. Posso dimostrare che “si può fare”.
Perché noi ambientalisti siamo bravi a spaventare la gente, ma ancora non abbiamo imparato a dirgli cosa fare. Non ho quindi assolutamente intenzione di parlarvi dell'effetto serra e di disastri vari, o proporvi azioni fuori dalla vostra portata. Vi chiedo solo di personalizzare/replicare un sistema di buone pratiche (buone soprattutto dal punto di vista economico), adatte ad un “nucleo domestico”....... Per sapere come salvare il pianeta dovete sentire altri: ci sono così tanti studiosi che hanno diritto e dovere di parlarne prima di me.....

DIVAGAZIONE: Consumo, quindi sono felice ?

Durante il “Percorso di sostenibilità” mi sono presto reso conto che la mia qualità di vita migliorava. Possibile ? C'è la crisi, guadagno meno e sto meglio ?! Vuoi vedere che il continuo consumo di risorse non c'entra niente con la felicità ? Che forse è vero che il consumismo ci porta a lavorare di più per acquistare inutili prodotti che erodono continuamente le risorse collettive ? Se poi dopotutto “divenire sostenibili” è facile, economico, ti rende più consapevole e ti fa stare meglio, forse è opportuno dirlo ad altri..... Oppure si rischia di rompergli le scatole ?
Una condotta individuale, nel momento in cui viene resa pubblica, rimane individuale o c'è qualche possibilità che si diffonda ? E' veramente così difficile far capire che tutti ci possono tranquillamente “provare” ?
PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte VIII: Tutta l'energia delle piante

COMMENTO ALLE SLIDES
Sulle valutazioni scritte in verde, che riguardano l'integrazione dell'impianto di riscaldamento con un sistema a biomasse, non posso mettere la mano sul fuoco (!), perché ho deciso di intervenire adesso e quindi i numeri che vedete sono stime/promesse fatte da chi mi ha proposto questo tipo di installazione. Dovrà passare un'intera annata prima che possa fare misure e dare conferme. Non nascondo un po' di scetticismo. Una “variante” di così poco impatto come quella riportata alla slide 30, potrà darmi un differenziale di circa 30 kWh/mq annuo ? Se qualcuno di voi ha conoscenze/esperienze tecniche per dubitarne mi faccia sapere al più presto !
Quella della prima slide dell'Approfondimento tecnico n.10 non è una distinzione accademica. E' importante per capire che tipo di impianto installare e se si viene fregati o no quando si compra della legna o ci si appresta a scegliere quale essenza coltivare e come conservarla. Ci sono pochi impianti che hanno un funzionamento simile alla caldaia a condensazione: la maggior parte non riesce a recuperare il calore di condensazione. Quindi, durante acquisto, produzione e/o conservazione, va considerato il potere calorifico inferiore ed anche il tenore idrico, perché l’energia per far evaporare l'acqua va in sottrazione……
*****
Nella conclusione del post precedente ero stato troppo ottimista....... Adesso siamo a metà Maggio ed il governo ha promulgato il decreto legge che tratta del “quarto conto energia”. Il lato positivo è che le rinnovabili possono riprendere la loro marcia; quello negativo che sono state definite diminuzioni degli incentivi troppo brusche. Penso che, se l'offerta non sarà in grado di assorbire il differenziale, è difficile che le “buone pratiche” possano divenire popolari. Il 2011 rischia di essere l'ultimo anno a disposizione per gli investimenti dei potenziali “praticanti”. A meno che non si facciano altri correttivi, come ad esempio far divenire strutturale la detrazione fiscale del 55% sul risparmio energetico e riportarla sui 5 anni........

lunedì 11 aprile 2011

PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte VII: Tutta l'energia del sole

COMMENTO ALLE SLIDES
Ovviamente la produzione giornaliera riportata nella slide 20 è molto maggiore, ma, dipendendo dal sole, è disomogenea durante l'anno. In estate c'è un quantitativo di energia termica tale che non c'è modo di sfruttarla tutta, sebbene venga adoperata anche per gli esterni. I calcoli di trasformazione del Kwh elettrico --> Kwh termico considerano un moltiplicatore 3.
Nella seconda slide dell'Approfondimento tecnico n.8 ho evidenziato una frase con il colore rosso. Riporta un dato importante: il raggiungimento della parità dollaro=watt. Se la produzione industriale di questa tecnologia fosse già ampiamente diffusa, considerati gli attuali costi dell'energia elettrica, esisterebbero già i presupposti per l'abbandono degli incentivi statali. Sempre nella stessa slide c'è una parte scritta in verde, perché anch'essa di prossima realizzazione. Descrive il materiale che ho inserito nel progetto di “serra solare fotovoltaica” di cui in precedenti post. Per motivi di tutela architettonica posso usare solo vetro. Il vicino podere è infatti catalogato come “bene storico-architettonico”, poiché preesistente alla creazione del “catasto leopoldino” che ne documenta presenza ed attuale forma 200 anni fa (il nucleo più antico, una torre di guardia, è databile al XII secolo). Ne parlo perché ciò mi permette di confutare un “pregiudizio”. Si dice che in Toscana, e nelle città d'arte in particolare, Amministrazioni locali e Sovrintendenza siano contrarie ed ostacolino lo sviluppo delle energie rinnovabili. Non è la mia esperienza. Il livello di vigilanza è molto alto, e del resto è opportuno che lo sia. Però, se vengono proposti progetti non impattanti, si possono avere risposte positive. Per fotovoltaico e solare termico ho dovuto mettere i pannelli lontani a terra e mascherarne la vista con siepi ed alberature. Adesso, per intervenire nelle vicinanze dell'ex podere, dovrò utilizzare tecnologie ad integrazione architettonica. Quindi il mio “Percorso.....” è stato reso indubbiamente più difficile, ma nulla mi è stato impedito. In precedenti post ho detto che “divenire sostenibili” è più che altro una questione di volontà. Se è stato possibile agire nel mio contesto, è senz'altro vero quanto scritto all'inizio nella slide 2, “Fare si può, basta volerlo.......”.
I valori scritti nella prima slide dell'Approfondimento tecnico n.9 sono in dipendenza del livello di integrazione architettonica e si riferiscono al 2008. Poi di anno in anno dovevano andare giù a scalare di due punti. Da fine 2010 la definizione del livello di integrazione è cambiata e si agevolano ancor più l'integrazione architettonica e gli avanzamenti tecnologici. Poi a Marzo di quest'anno la “scure” del governo sugli incentivi che ha lasciato tutto il settore nell'insicurezza più totale. L'incidente nucleare giapponese sta forse riequilibrando la situazione. A breve dovrebbero arrivare buone notizie da parte del governo.........

DIVAGAZIONE: Nessuna imposizione: solo buoni investimenti economici

Attenti a non entrare in conflitto con gli altri componenti del “nucleo domestico”. Cerco di dare qualche consiglio per riuscire a condividere il vostro “nuovo hobby” con loro (o perlomeno per farlo accettare).............. Far passare la sostenibilità domestica come un cambiamento di stile di vita “imposto” o anche semplicemente “proposto”, può generare in taluni un certo fastidio. Peggio ancora se viene usato un approccio un po' “radicale”, prospettando rinunce che inizialmente possono apparire insensate.
Non dovete essere eco-integralisti: qualche compromesso va accettato.

venerdì 8 aprile 2011

DIVAGAZIONE: Azione individuale vs. collettiva

Stimolato da un commento al precedente post, cerco di evitare un possibile fraintendimento.
Credo nella valenza dell'azione privata a complemento di quella pubblica e non voglio cadere nell'imbroglio del dibattito ”azioni individuali” contro “azioni collettive”............... Pratico le prime a casa mia e qui ne discuto con chi è disposto ad ascoltare e/o dialogare; applico le seconde come iscritto ad associazioni ambientaliste e ne discuto con gli altri iscritti e, casomai, con i miei rappresentanti politici.

lunedì 4 aprile 2011

PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte VI: Ridotto lo spreco possiamo poi produrre ciò di cui abbiamo bisogno......

COMMENTO ALLA SLIDE
Dopo aver attivato il piano di risparmio, e solo dopo, possiamo/dobbiamo tentare di raggiungere, o avvicinarci, all'indipendenza energetica.
Noi siamo stati fortunati: abbiamo potuto accedere alla detrazione IRPEF del 55% quando era spalmabile in tre anni, ed era ancora compatibile con i contributi locali (abbiamo ottenuto il 25% !).
Questo ci ha permesso di privilegiare l'investimento sul solare termico, massimizzando l'utilizzo dell'acqua calda come “volano termico”, in modo da ridurre il consumo elettrico.
Ecco il perché del titolo della presentazione,“Ho scoperto l'acqua calda”, ed anche l'enfasi che spesso pongo sulla necessità di “mettere a sistema le buone pratiche”.
All'inizio del suo primo governo, il centro-sinistra aveva garantito la compatibilità delle agevolazioni. Poi qualcuno si accorse che, per chi aveva la fortuna di poter accedere anche a contributi locali, le agevolazioni diventavano un po' troppe (noi, che risparmiavamo sul GPL, siamo rientrati in due anni !) e le rese incompatibili, spalmando inoltre su cinque anni la detrazione IRPEF. Il governo di centro-destra ha recentemente provato ad abolire la detrazione IRPEF 55%, poi prorogata ancora per quest'anno (2011) a seguito di forti proteste del mondo imprenditoriale, ma l'ha resa “spalmabile” su un arco temporale ancora più lungo (un decennio). Si è insomma passati da “tanto” a “poco”. Visto che ci dovrà essere il federalismo fiscale, spero che la compatibilità con i contributi locali divenga oggetto di autonomia decisionale, in appoggio alle politiche energetiche regionali. La nostra penisola ha gradienti termici notevoli passando da nord a sud, e rendere le Regioni del tutto autonome dal governo centrale sulle politiche energetiche “alternative” (risparmio e rinnovabili), sarebbe forse cosa saggia.
P.S.: Sappiate però che il Conto energia per la produzione di energia elettrica continua ad essere compatibile con i contributi locali, nella misura massima del 20% dell'investimento totale.

DIVAGAZIONE: Il Governo delle “buone pratiche”..........

In precedenti post ho detto che il risparmio energetico domestico è un “insieme di buone pratiche da personalizzare e mettere a sistema. Dal punto di vista politico (quindi come costante obiettivo della partecipazione all'associazionismo), ne deriva che, se le azioni di governo non riescono ad agevolare in modo equilibrato tutte le buone pratiche per il risparmio energetico, attive e passive, per il singolo individuo è più difficile metterle a sistema.........

DIVAGAZIONE: Come e perché è nato il “Percorso di sostenibilità........” ?

Chi avrà la costanza di seguire queste divagazioni, individuerà un filo logico, che “racconta” una lenta e progressiva “ricerca della sostenibilità domestica”, solo in piccola parte influenzata dalla letteratura dei primi “paladini del settore”. Troppo impegnativi per me i loro obiettivi: non ho mai inteso condividerne appieno le azioni........

lunedì 28 marzo 2011

PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte V: Iniziamo dal risparmio energetico – Energia elettrica, facciamo due conti.

COMMENTO ALLA SLIDE
I numeri riportati in questa slide riassuntiva sul consumo elettrico sono stati per me particolarmente significativi. Hanno rappresentato infatti una “chiave di volta” del “Percorso......”. Oltre a farmi comprendere la vera potenzialità del risparmio energetico (la “sistematizzazione delle buone pratiche”), mi hanno permesso di “dimensionare” gli investimenti per la fase successiva, quella “attiva”, o della “produzione” (oggetto dei prossimi post).
Ci tengo a precisare che il nostro “nucleo domestico”, prima del “Percorso........”, non era così “energivoro” come potrebbe sembrare. Gli 800 kWh in più all’anno, rispetto alla media toscana, sono una cosa normale per chi ha spazi aperti da gestire. L’illuminazione degli accessi è nostra, non è condominiale, e se potiamo le siepi, falciamo l'erba o tagliamo la legna, usiamo strumenti elettrici che consumano un bel po’.

venerdì 18 marzo 2011

Oggi ho comunicato l'esistenza di questo blog.......

Saluto quanti hanno partecipato alle presentazioni del “Percorso domestico verso la sostenibilità ambientale ed economica” e chiunque altro stia casualmente seguendo questo blog, la cui esistenza è stata infatti comunicata solo oggi a quanti di voi mi avevano lasciato la propria e-mail, e ad altri conoscenti, associazioni locali e gruppi di opinione che forse possono essere interessati ad esperienze di sostenibilità.
Come avevo promesso a chi ha partecipato alle mie presentazioni, ho iniziato a pubblicarne i contenuti on-line (vedi precedenti post). Oltre alle 42 slides principali, inserirò circa altrettante slides di “Approfondimenti tecnici” elementari (richiamati nelle slides principali dalla presenza di “bollini” azzurri numerati). Non inserirò invece gli “Approfondimenti didattici” elementari (richiamati da “bollini” rossi numerati) che ho iniziato a produrre perché chiamato a fare qualche intervento nelle scuole medie superiori.
Nell'intento di non farvi trovare un “contenitore vuoto”, ho già inserito 4 post con varie slides della presentazione, come allegati in formato PDF, aggiungendo via via qualche commento.
Da oggi in poi alternerò la pubblicazione della presentazione con qualche divagazione sulle motivazioni che mi hanno indotto ad iniziare il “percorso di sostenibilità”, nella speranza di aprire anche qualche “dibattito” con gli eventuali lettori interessati, per evitare che il blog rimanga solo un “diario”, esclusivamente a mio uso e di quanti hanno potuto partecipare alle presentazioni.

venerdì 11 marzo 2011

PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte IV: Iniziamo dal risparmio energetico – Energia elettrica, piccoli consigli per consumare meno

COMMENTI ALLE SLIDES
Guardate le percentuali della slide 15. La lavastoviglie in particolare è una macchina veramente stupida. Direte: “ma incide solo per il 4%.......”. Va bene, ma il 90% (!) di energia di quel 4% viene usato per scaldare acqua o aria con una resistenza elettrica..... E' il metodo più inefficiente di adoperare l’energia (fa a gara con il motore termico delle nostre auto). Bisogna sempre evitare di adoperare “energie nobili” per fare “lavori” di basso livello. Con “energie nobili” intendo quelle che stanno nei gradini più alti della scala della sostenibilità. L'energia elettrica è al primo posto (al secondo il metano ed altri gas la cui combustione produce “solo” anidride carbonica e nel gradino inferiore del “podio” il carbone e gli altri combustibili fossili che producono gas e scorie inquinanti), perché, di per sé, non emetterebbe alcun inquinante o gas serra. Tutti però sappiamo che essa in genere viene prodotta dal petrolio o da altre risorse fossili, ma non tutti forse sanno che per far ciò già perdiamo un 40% di energia (il rendimento delle centrali termoelettriche è del 60% alla distribuzione). Ma allora, che senso ha usare elettricità per riprodurre nuovamente calore, tramite una resistenza ? Quindi dico, vada per l’asciugacapelli, è difficile farne a meno; ma i piatti non prendono il raffreddore ! Si possono lasciare qualche ora un po’ umidi….. fra l’altro il risciacquo con acqua calda diminuisce il tempo di asciugatura......
Volete iniziare a “mettere a sistema” gli interventi per il risparmio di energia elettrica ? Verificate le seguenti condizioni:
Lampadine a fluorescenza
Convenienza: alta
Complementarietà: nessuna.
Sequenzialità: da fare (e verificare la diminuzione di consumo) prima dell'eventuale fotovoltaico, perché altrimenti rischiate di sovradimensionarlo. Dare la precedenza alle luci che stanno molto accese e con continuità. Evitare quelle che vengono accese e spente con una certa celerità (es.: luci di passaggio dei corridoi).
Lavatrice e lavastoviglie alimentate ad acqua calda
Convenienza: alta
Complementarietà: solare termico o altro sistema di produzione di acqua calda a costo basso o nullo
Sequenzialità: dopo solare termico. Ricordate che, mentre la lavastoviglie deve stare per forza in cucina, la lavatrice dovrebbe essere collocata il più vicino possibile al puffer, meglio se nello stesso locale tecnico. Poiché il risparmio di energia elettrica è notevole, dovreste agire prima dell'eventuale impianto fotovoltaico (altrimenti rischiate di sovradimensionarlo).

giovedì 3 marzo 2011

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parte III: Iniziamo dal risparmio energetico – Energia termica, sistemi solari passivi
Allegati: Pagina 13 (ed Approfondimento tecnico n.3)

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Il Comune ha finalmente approvato il mio progetto di “serra solare”. La prima richiesta era stata bocciata, perché ritenuta un aumento di superficie. A me però risultava che praticamente ovunque i sistemi di riscaldamento passivo ed i locali tecnici non vengano considerati nel conteggio della Superficie Utile Lorda (SUL). Quindi, alla luce dei nuovi Regolamento Urbanistico ed Edilizio, più attenti alle tematiche del risparmio energetico, l'ho riproposta tale e quale. Visto il decreto sulle rinnovabili approvato oggi dal governo, spero che ci siano nuovamente vantaggi economici quando avrò tutte le carte per iniziare i lavori; altrimenti dovrò rivedere il progetto.........
Se questo blog sarà sempre attivo, fra un anno pubblicherò qualche foto della realizzazione, e l'anno dopo i dati sulla resa energetica effettiva.
Un tecnico comunale mi ha detto che sarebbe il primo progetto a Siena in cui vengono usati “vetri fotovoltaici” e sarebbe curioso di verificarne l'impatto visivo. Forse è giunto il momento che anche nelle città d'arte si possano iniziare a tollerare applicazioni del fotovoltaico non impattanti ?
La figura della slide 13, mostra una “serra solare” con un pessimo impatto visivo, posta in un contesto di degrado ambientale (Roma, via Tiburtina). Nell'immagine non si vede bene, ma le terrazze soprastanti non sono state chiuse. Da quella sopra addirittura fanno capolino due parabole satellitari. Figuriamoci se in situazioni come questa i condomini hanno la volontà di trovare un qualunque accordo per il risparmio energetico (non lo hanno trovato neppure per l'impianto satellitare condominiale....). Dove invece esistono buoni rapporti condominiali il risparmio energetico deve essere visto come un obiettivo comune, un’opportunità da non perdere. Trovare ad esempio un accordo per la chiusura delle terrazze di una facciata, creando “serre solari” architettonicamente omogenee è certamente possibile.

mercoledì 2 marzo 2011

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parte II: Iniziamo dal risparmio energetico – Energia termica


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Nella prima slide allegata a questo post (la numero 3), inizio con il distinguere le tre tipologie di consumi energetici tipiche di un “nucleo familiare” (userò più di frequente la dizione “nucleo domestico” volendo con ciò indicare una aggregazione di più individui che, sulla base di un qualsiasi tipo di legame, riesca a condividere lo stesso tetto): termici, elettrici e per la mobilità privata (anche se l’utilizzo del mezzo privato, quando possibile, deve essere evitato a favore del trasporto pubblico). Le percentuali in nero sono tratte da “La riduzione dei consumi energetici domestici” (CONDOMINI SOSTENIBILI EDIZIONE 2004), dalle elaborazioni statistiche di Terna e GRTN e dalle dichiarazioni di consumo dei mezzi ibridi più virtuosi. Le stime di minor consumo percentuale in blu sono le mie, misurate strumentalmente e confermate da bollette e dal minor ricorso alla pompa di benzina. Sono in linea con le previsioni di letteratura. Attualmente sto cercando di rendere sostenibile la mobilità del mio “nucleo domestico”, con l'obiettivo di raggiungere le percentuali in viola.
Attenzione alle date ! La gran parte dei costi che verranno riportati è del periodo 2004-2007 e necessita di un adeguamento su base inflazionistica.
Nell'Approfondimento tecnico numero 0, vado a fare misurazioni che potrebbero sembrare un po' da “pidocchioso”. Ricordate però che misurare fa parte del mio hobby, e scoprire una “corrente parassita” è un po' come vincere una caccia al tesoro......
E’ importante prendere confidenza con classificazioni come quella della figura nella slide 4. Ne vedremo di due tipi: questa per gli edifici, ed in seguito quelle per gli elettrodomestici. Seguono la stessa logica per evidenziare l’efficienza: una serie di classi definite da una lettera ed una gradazione colorimetrica che va dai toni del rosso (bassa efficienza) a quelli del verde (alta efficienza).
Volete iniziare a “mettere a sistema” gli interventi per il risparmio di energia termica ? Verificate le seguenti condizioni:
Riscaldamento a pavimento
Convenienza: alta
Complementarietà: impianto di produzione acqua calda a bassa temperatura che possibilmente non adoperi energia da fonti fossili (solare termico, geotermico a bassa entalpia), oppure caldaia con pompa a bassa temperatura.
Sequenzialità: prima di un eventuale “cappotto interno” e prima dell'impianto di produzione di acqua calda
Caldaia a condensazione
Convenienza: media
Complementarietà: possibile (e consigliata) con impianto di produzione acqua calda a bassa temperatura che non adoperi energia da fonti fossili.
Sequenzialità: dopo tutti gli interventi di risparmio energetico elencati nelle slides pubblicate in questo post, perché andrà tarata sulla base delle necessità termiche residue.

Un conoscente di un mio amico mi ha chiesto di monitorare per un anno intero un impianto geotermico con sonde verticali. Era associato con pompe di calore e scambiatore di temperatura “liquido/aria” (ma suppongo si possa fare anche “liquido/acqua”, e quindi adoperare un impianto radiante a pavimento, che è più confortevole dei ventilconvettori (fan coil). Avere un impianto di risparmio energetico che funziona di inverno per scaldarsi e d'estate per raffrescarsi, è veramente il massimo. Banalizzando un po' la questione, possiamo immaginare il sottosuolo del giardino come un enorme “serbatoio termico”: durante l'inverno il calore viene “estratto” dal terreno ed in estate ci viene “reimmesso”. Mi risulta però che costi molto, richieda un locale tecnico e che il rischio di una resa diversa dalle attese sia abbastanza alto. Se le sonde non trovano il giusto gradiente termico la resa è bassa. Quindi attenzione: affidatevi solo a professionisti fortemente specializzati. Io non avevo necessità di rinfrescamento estivo (ho usato il metodo naturale riportato all'Approfondimento tecnico numero 1) e ho quindi optato per un più tranquillo solare termico.

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parte I: Introduzione a “HO SCOPERTO L'ACQUA CALDA.....”. Percorso domestico verso la sostenibilità ambientale ed economica.
Allegato: Pagine da 1 a 2

COMMENTI ALLE SLIDES
Per cercare di divenire “ecosostenibili”, non c'è bisogno di alcuna specializzazione. Non sono un tecnico del settore energetico e ritengo quindi che, con costanza e un minimo di interesse, tutti possono raggiungere i risultati che riporterò in questo “Percorso domestico verso la sostenibilità ambientale ed economica”.
Come e perché è nato il “Percorso.........” ?
La mia pratica di “sostenibilità domestica” inizia nei primi anni di questo secolo come semplice hobby. Con l'avvento della crisi, l'intenzione di mantenere la stessa qualità di vita mi ha indotto a cambiarne un po' lo stile, esercitando questo mio hobby con più “sistematicità.
Fare sistema” con le “buone pratiche domestiche” non è semplice, perché riferimenti disponibili non si trovano. Per tutti gli altri settori di consumo, Industria e Agricoltura, ma anche per il Terziario pubblico e privato, esiste più che una traccia, addirittura schemi comportamentali, protocolli di azione ed iniziative vere e proprie. Ma per il settore domestico non si trova niente di sistematico, solo elenchi di “buone pratiche”, che, prese una per una, sono certamente utili, ma la resa dell'investimento non risulta così buona come potrebbe essere. Vedremo che una “buona pratica”, se messa a sistema con un'altra, ne amplifica le prestazioni. E' uno dei pochi casi dove 1+1 può fare 3. Quindi, per avere ottimi tempi di rientro degli investimenti, bisogna che vengano attivate, e con criterio, le possibili pratiche complementari. Anche la sequenza è importante. Ad esempio non ha senso dare la precedenza alle “buone pratiche” di tipo “attivo” (produzione), rispetto a quelle di tipo “passivo” (risparmio), sebbene predisporre reti ed impianti al momento giusto sia comunque un principio da rispettare.
Cercherò di evidenziare questi concetti via via che pubblico le varie sezioni del “Percorso domestico verso la sostenibilità ambientale ed economica”, tramite “tags” quali “complementarietà” e “sequenzialità”.
Perché fare della sostenibilità domestica un hobby ?
Sono convinto che buona parte dei problemi dell'ambiente dipendono dal nostro immobilismo (soprattutto di noi abitanti dei paesi mediterranei e di quelli anglosassoni), più che dai governi.
Quella del “singolo” è una falsa, comoda impotenza. In realtà siamo troppo pigri “per provare” a diventare “ecosostenibili”. Ecco perché vi consiglio un approccio lento e progressivo. Fate diventare il risparmio energetico un vostro hobby. Considero l'hobbystica come un passatempo che sia utile, che stimoli il ragionamento e che, in tal senso, sia anche una sfida con noi stessi (una risposta alla domanda: riuscirò a farlo ?). Fare una “piccola opera” dà una certa soddisfazione; se ciò coincide anche con un guadagno o un risparmio, la soddisfazione è doppia. Un hobby va curato e preso seriamente, ma non può impegnarci più di tanto. Ed ecco quindi l'altra importante scoperta di questi anni: condurre una vita ecosostenibile è facile, conveniente e anche divertente.
E' facile, perché non c'è bisogno di essere un esperto per applicare le “buone pratiche”.
E' conveniente, perché i risultati sono immediati.
E' divertente, perché tutti i processi di crescita lo sono e capita di imbattersi in situazioni ridicole, che smentiscono errate credenze o riportano in auge tradizioni dimenticate.