mercoledì 20 luglio 2011

DIVAGAZIONE: La mobilità nell'immediato futuro del “Percorso di sostenibilità”

Ho interconnesso e chiuso vari cicli di consumo, e vedere adesso il riflesso dei risultati nel bilancio domestico dà una certa soddisfazione.
Evidenzia altresì le “cattive pratiche” sulle quali ancora non abbiamo agito. Adesso l'insostenibilità della mobilità del mio nucleo domestico è divenuta evidente. Per quanto abbia ridotto i costi anche in tal senso, a fronte del quasi azzeramento degli altri consumi energetici, quelli dovuti ai trasporti emergono ora in modo netto. Pesavano circa per il 15% ed adesso sono al 85% delle spese per il consumo energetico totale del “nucleo domestico” ! Sono consapevole delle difficoltà, ma, volontà e tecnologia permettendo, vorrei riequilibrare tali percentuali (50/50) nel giro di due/tre anni. Sempre mantenendo la stessa filosofia, ossia evitando qualsiasi tipo di rinuncia.

Da tempo mio figlio è entrato in una età in cui sembra non si possa prescindere dall’avere una propria “autonomia di spostamento”, altrimenti si viene esclusi automaticamente dal gruppo, perché non si può partecipare stando “a rimorchio”. Io posso anche essere in generale contrario al principio e chiedergli di utilizzare i mezzi pubblici o, quando ciò non sia possibile, condividere quelli dei genitori, ma non mi va che poi lui ne soffra. La mobilità pubblica del resto non ci aiuta, per nostri problemi di attività, orari ed anche accesso. Quindi siamo in tre ed abbiamo altrettanti mezzi di trasporto, due auto (berlina ed utilitaria) ed uno scooter, con conseguenti costi anche per bolli ed assicurazioni. E, nonostante ciò, non siamo assolutamente soddisfatti di come ci muoviamo.
Lavoro ed abito a ridosso delle mura del centro storico, ma in zone esattamente opposte l'una all'altra. Quindi l'ideale sarebbe attraversare il centro storico, ma con l'auto non si può. A piedi non me la sento: ci vogliono troppo tempo ed energia. La città è piena di salite ripidissime e le strade sono pavimentate a lastre; quindi la soluzione non può essere una normale bicicletta.
Lo scooter ibrido è stata un'ottima scelta. Può attraversare il centro storico e per almeno l'80% del percorso in modalità elettrica ! Però gli altri componenti del nucleo domestico si sono subito resi conto della sua praticità e non sempre me lo trovo a disposizione........ Anche l'utilitaria viene adoperata soprattutto dagli altri membri del nucleo familiare. Girare intorno alla città con una berlina, certamente comoda, ma vecchia e che consuma molto, ha costi e tempi non giustificabili.
 Ho deciso che anche in futuro punterò sulla motorizzazione elettrica o “ibrida plug-in”. Il perché l'ho già spiegato nelle slides della presentazione e nel commento del relativo post di pubblicazione.
Nel settore auto sta iniziando una vera e propria rivoluzione ed i produttori di “scatole mobili” si salveranno solo se cambieranno radicalmente la propria motorizzazione. E la FIAT sembra preferire prospettive di corto periodo, ancora legate alle motorizzazioni classiche, con la sola fumosa proposta del risparmio ecologico ed economico basato sul gas. Ma usare una fonte energetica “mediamente nobile” come il metano o il GPL, per azionare un motore termico che ha una resa minore del 30% è tutt'altro che ecologico. L'emissione di CO2 è oltre il triplo dei mezzi a benzina. Ed anche il fattore economico andrebbe visto nella prospettiva di un aumento del consumo di questa fonte (anch'essa importata), preziosa in altri usi per i quali è in grado di offrire ben altre rese.
In base a questa convinzione ho deciso che nei prossimi due anni cambieremo la berlina (l'attuale, di tecnologia svedese/tedesca, ha già compiuto 15 gloriosi anni, senza mai un guasto, ma consuma molto) a favore di un altro mezzo ibrido (lo scooter è già un ibrido per lunghe percorrenze, ma “plug-in”; quindi particolarmente economico anche per i tragitti brevi), anch'esso “plug-in”. L'utilitaria è troppo recente per essere cambiata nei prossimi anni. Peccato, perché l'ideale sarebbe stato averne una totalmente elettrica e, già nel 2012, saranno presenti sul mercato almeno 10 modelli delle più grandi case.
Non penso di dover affrontare lunghissime percorrenze per lavoro, ma nel caso mi riprometto di usare il treno, non certo l'aereo, comunque da evitare in un ambito di movimento “europeo”. Se infatti consideriamo il consumo medio annuo di un cittadino dell'emisfero nord per la propria mobilità terrestre ed aggiungiamo la sua quota di consumo per un solo volo di lunga tratta, si raddoppia la produzione di CO2 pro-capite...... Opporsi all'alta velocità su ferro è quindi da irresponsabili, non da ambientalisti. Certo che poi vanno adeguatamente riviste le tratte ferroviarie locali, ma non è detto che questo debba per forza essere un processo parallelo governato dallo Stato. E' qualcosa con cui bisognerà misurarsi localmente. Sarà una politica tipicamente di livello regionale/provinciale; anche a questo dovrebbero servire federalismo e decentramento.

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