mercoledì 20 luglio 2011

DIVAGAZIONE: Il nuovo ambientalismo ed il mito della crescita tecnologica

Il nuovo ambientalismo ha grande fiducia nella tecnologia che sembra essere in grado di dare soluzioni ecosostenibili sia per le vecchie che per le nuove economie.
Anch'io sarei per guardare sempre avanti, verso una vita con tanti più contenuti che non qualche semplice cambiamento...... Ma purtroppo “essere positivi” non è più sufficiente. Cambiare stile di vita è veramente essenziale, a prescindere dall'arrivo di nuove soluzioni tecnologiche. E la crisi ce ne dà l'opportunità. Perché sprecarla ? Ad esempio, io credo sia essenziale passare alla motorizzazione elettrica nel più breve tempo possibile (l'ho inserita pesantemente nel mio “Percorso di sostenibilità”), ma voglio che parallelamente si agevolino modalità alternative all'attuale mobilità, perché altrimenti staremo sempre troppo tempo fermi in coda o in fila.
Nella mia città siamo proprietari di più di un veicolo a testa (1.2 di media), bambini e nonni compresi ! Probabilmente ciò è dovuto alle politiche di attraversamento del centro storico (sono presenti molti scooter, solo loro possono attraversarlo senza permesso) ed indica senz'altro anche un certo grado di benessere. Ciononostante è veramente troppo..... siamo primi in Italia, e l'Italia è seconda al mondo come densità di mezzi in circolazione. Quindi siamo ai vertici mondiali in questa, non certo virtuosa, graduatoria. Analogo discorso vale per l'espansione edilizia, anche fosse di tipo ecologico, ma attualmente non necessaria. Nel centro storico rischia di aumentare la solitudine, all'interno di immobili e spazi sempre meno sostenibili.
Nel resto del paese la realtà non è molto diversa e questo mi porta ad affermare che usare tecnologie migliori per perpetuare il sistema di vita attuale e l'attuale modello economico vorrebbe dire sprecare una grossa occasione.
Sembrerà esagerato, ma non voglio perdere l'occasione per restituire a mio figlio ciò che la mia generazione e le precedenti gli hanno sottratto. Voglio che viva in un sistema migliore. Meno che mai vorrei vedere la sua e le migliori menti delle nuove generazioni, perse nello sviluppo di tecnologie fatte solo per essere vendute, come le infinite funzionalità elettroniche dei telefonini, dalle suonerie fino ai più sofisticati, quanto inutili, “servizi gadgets”. Passare continuamente da uno strumento tecnologico ad uno più evoluto è indice di progresso o puro diletto ? E se addirittura si trasformasse in una distrazione lunga una vita, che ci impedisce di rispondere alle vere domande e necessità ?
Voglio un nuovo modello economico che abbia priorità diverse rispetto al vendere più merci a quante più persone possibili. Che metta al primo posto istruzione, salute, relazioni sociali (anche il lavoro, ma finalizzato soprattutto alla nostra vita, non al benessere di pochi altri). Che metta in bilancio le “esternalità” e che la smetta di considerare il PIL come indicatore della qualità della vita di un paese.
Certo anch'io sono un ambientalista moderno, ma non confondo tecnologia e progresso. Definisco vero progresso quello che senza alcun dubbio mi migliora la vita. E la tecnologia di per sé non mi rende più felice o realizzato.
Non basta pensare alla produzione di energie alternative. Bisogna iniziare a lavorare dal basso per una vera trasformazione economica; altrimenti una “green economy” basata esclusivamente sul “mito della crescita tecnologica” rischia di tradursi semplicemente in una sorta di “capitalismo pseudo-ecologico”, ancora non in equilibrio con il pianeta. E non c'è da perdere altro tempo. Non è neanche più vero che “dobbiamo agire per i nostri figli”, perché le conseguenze di questa economia degenere basata sul carbonio già le percepiamo noi adulti/anziani. La mia generazione sarà senz'altro l'ultima ad aver avuto per tutta la vita un accesso a risorse derivate prevalentemente da fonti fossili. E ciò vale non solo per l'energia, ma anche per la materia.

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