lunedì 11 aprile 2011

PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte VII: Tutta l'energia del sole

COMMENTO ALLE SLIDES
Ovviamente la produzione giornaliera riportata nella slide 20 è molto maggiore, ma, dipendendo dal sole, è disomogenea durante l'anno. In estate c'è un quantitativo di energia termica tale che non c'è modo di sfruttarla tutta, sebbene venga adoperata anche per gli esterni. I calcoli di trasformazione del Kwh elettrico --> Kwh termico considerano un moltiplicatore 3.
Nella seconda slide dell'Approfondimento tecnico n.8 ho evidenziato una frase con il colore rosso. Riporta un dato importante: il raggiungimento della parità dollaro=watt. Se la produzione industriale di questa tecnologia fosse già ampiamente diffusa, considerati gli attuali costi dell'energia elettrica, esisterebbero già i presupposti per l'abbandono degli incentivi statali. Sempre nella stessa slide c'è una parte scritta in verde, perché anch'essa di prossima realizzazione. Descrive il materiale che ho inserito nel progetto di “serra solare fotovoltaica” di cui in precedenti post. Per motivi di tutela architettonica posso usare solo vetro. Il vicino podere è infatti catalogato come “bene storico-architettonico”, poiché preesistente alla creazione del “catasto leopoldino” che ne documenta presenza ed attuale forma 200 anni fa (il nucleo più antico, una torre di guardia, è databile al XII secolo). Ne parlo perché ciò mi permette di confutare un “pregiudizio”. Si dice che in Toscana, e nelle città d'arte in particolare, Amministrazioni locali e Sovrintendenza siano contrarie ed ostacolino lo sviluppo delle energie rinnovabili. Non è la mia esperienza. Il livello di vigilanza è molto alto, e del resto è opportuno che lo sia. Però, se vengono proposti progetti non impattanti, si possono avere risposte positive. Per fotovoltaico e solare termico ho dovuto mettere i pannelli lontani a terra e mascherarne la vista con siepi ed alberature. Adesso, per intervenire nelle vicinanze dell'ex podere, dovrò utilizzare tecnologie ad integrazione architettonica. Quindi il mio “Percorso.....” è stato reso indubbiamente più difficile, ma nulla mi è stato impedito. In precedenti post ho detto che “divenire sostenibili” è più che altro una questione di volontà. Se è stato possibile agire nel mio contesto, è senz'altro vero quanto scritto all'inizio nella slide 2, “Fare si può, basta volerlo.......”.
I valori scritti nella prima slide dell'Approfondimento tecnico n.9 sono in dipendenza del livello di integrazione architettonica e si riferiscono al 2008. Poi di anno in anno dovevano andare giù a scalare di due punti. Da fine 2010 la definizione del livello di integrazione è cambiata e si agevolano ancor più l'integrazione architettonica e gli avanzamenti tecnologici. Poi a Marzo di quest'anno la “scure” del governo sugli incentivi che ha lasciato tutto il settore nell'insicurezza più totale. L'incidente nucleare giapponese sta forse riequilibrando la situazione. A breve dovrebbero arrivare buone notizie da parte del governo.........

DIVAGAZIONE: Nessuna imposizione: solo buoni investimenti economici

Attenti a non entrare in conflitto con gli altri componenti del “nucleo domestico”. Cerco di dare qualche consiglio per riuscire a condividere il vostro “nuovo hobby” con loro (o perlomeno per farlo accettare).............. Far passare la sostenibilità domestica come un cambiamento di stile di vita “imposto” o anche semplicemente “proposto”, può generare in taluni un certo fastidio. Peggio ancora se viene usato un approccio un po' “radicale”, prospettando rinunce che inizialmente possono apparire insensate.
Non dovete essere eco-integralisti: qualche compromesso va accettato.

venerdì 8 aprile 2011

DIVAGAZIONE: Azione individuale vs. collettiva

Stimolato da un commento al precedente post, cerco di evitare un possibile fraintendimento.
Credo nella valenza dell'azione privata a complemento di quella pubblica e non voglio cadere nell'imbroglio del dibattito ”azioni individuali” contro “azioni collettive”............... Pratico le prime a casa mia e qui ne discuto con chi è disposto ad ascoltare e/o dialogare; applico le seconde come iscritto ad associazioni ambientaliste e ne discuto con gli altri iscritti e, casomai, con i miei rappresentanti politici.

lunedì 4 aprile 2011

PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte VI: Ridotto lo spreco possiamo poi produrre ciò di cui abbiamo bisogno......

COMMENTO ALLA SLIDE
Dopo aver attivato il piano di risparmio, e solo dopo, possiamo/dobbiamo tentare di raggiungere, o avvicinarci, all'indipendenza energetica.
Noi siamo stati fortunati: abbiamo potuto accedere alla detrazione IRPEF del 55% quando era spalmabile in tre anni, ed era ancora compatibile con i contributi locali (abbiamo ottenuto il 25% !).
Questo ci ha permesso di privilegiare l'investimento sul solare termico, massimizzando l'utilizzo dell'acqua calda come “volano termico”, in modo da ridurre il consumo elettrico.
Ecco il perché del titolo della presentazione,“Ho scoperto l'acqua calda”, ed anche l'enfasi che spesso pongo sulla necessità di “mettere a sistema le buone pratiche”.
All'inizio del suo primo governo, il centro-sinistra aveva garantito la compatibilità delle agevolazioni. Poi qualcuno si accorse che, per chi aveva la fortuna di poter accedere anche a contributi locali, le agevolazioni diventavano un po' troppe (noi, che risparmiavamo sul GPL, siamo rientrati in due anni !) e le rese incompatibili, spalmando inoltre su cinque anni la detrazione IRPEF. Il governo di centro-destra ha recentemente provato ad abolire la detrazione IRPEF 55%, poi prorogata ancora per quest'anno (2011) a seguito di forti proteste del mondo imprenditoriale, ma l'ha resa “spalmabile” su un arco temporale ancora più lungo (un decennio). Si è insomma passati da “tanto” a “poco”. Visto che ci dovrà essere il federalismo fiscale, spero che la compatibilità con i contributi locali divenga oggetto di autonomia decisionale, in appoggio alle politiche energetiche regionali. La nostra penisola ha gradienti termici notevoli passando da nord a sud, e rendere le Regioni del tutto autonome dal governo centrale sulle politiche energetiche “alternative” (risparmio e rinnovabili), sarebbe forse cosa saggia.
P.S.: Sappiate però che il Conto energia per la produzione di energia elettrica continua ad essere compatibile con i contributi locali, nella misura massima del 20% dell'investimento totale.

DIVAGAZIONE: Il Governo delle “buone pratiche”..........

In precedenti post ho detto che il risparmio energetico domestico è un “insieme di buone pratiche da personalizzare e mettere a sistema. Dal punto di vista politico (quindi come costante obiettivo della partecipazione all'associazionismo), ne deriva che, se le azioni di governo non riescono ad agevolare in modo equilibrato tutte le buone pratiche per il risparmio energetico, attive e passive, per il singolo individuo è più difficile metterle a sistema.........

DIVAGAZIONE: Come e perché è nato il “Percorso di sostenibilità........” ?

Chi avrà la costanza di seguire queste divagazioni, individuerà un filo logico, che “racconta” una lenta e progressiva “ricerca della sostenibilità domestica”, solo in piccola parte influenzata dalla letteratura dei primi “paladini del settore”. Troppo impegnativi per me i loro obiettivi: non ho mai inteso condividerne appieno le azioni........