venerdì 20 maggio 2011

DIVAGAZIONE: Perdiamo qualche cattiva abitudine

La prima abitudine da perdere è farsi dominare dai falsi desideri.
Personalmente ritengo che i desideri siano parte essenziale della nostra personalità; quindi di per sé positivi. Ma attenzione ai desideri indotti. Impariamo a distinguere fra quelli che possono instradare la nostra vita in una direzione che alla fine ci rende più felici, da quelli indotti dalla pubblicità, che sviluppano un mercato assurdo, non rispettoso degli interessi collettivi. Vedremo come, nei casi meno ecosostenibili e che costituiscono solo un inutile consumo di risorsa, non viene prodotto alcun utile se non per le multinazionali del settore del carbonio.
Più in generale, la moderna psicologia ci insegna che, sebbene comprare un cellulare nuovo o un'auto provochi un aumento di piacere, questo non è duraturo. Se volessimo provare un altro picco di felicità dovremmo assumere un'altra dose, ossia fare un altro acquisto. Le persone più felici non sono prigioniere di questo circolo vizioso dell'acquisto compulsivo. Mantengono il proprio buon umore grazie a valori diversi: lavoro gratificante, legami sociali, sensazione di perseguire sempre uno scopo elevato.
Un'altra abitudine da perdere è farsi imporre le modalità di consumo dai ritmi del lavoro, dalle esigenze della catena distributiva e dalle, solite, multinazionali del carbonio. Ma ne riparlerò in altri post.......

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