PUBBLICAZIONE DELLA PRESENTAZIONE
parte II: Iniziamo dal risparmio energetico – Energia termica
Allegati: Pagine da 3 a 12 (ed Approfondimenti tecnici 0, 1 e 2)
COMMENTI ALLE SLIDES
Nella prima slide allegata a questo post (la numero 3), inizio con il distinguere le tre tipologie di consumi energetici tipiche di un “nucleo familiare” (userò più di frequente la dizione “nucleo domestico” volendo con ciò indicare una aggregazione di più individui che, sulla base di un qualsiasi tipo di legame, riesca a condividere lo stesso tetto): termici, elettrici e per la mobilità privata (anche se l’utilizzo del mezzo privato, quando possibile, deve essere evitato a favore del trasporto pubblico). Le percentuali in nero sono tratte da “La riduzione dei consumi energetici domestici” (CONDOMINI SOSTENIBILI EDIZIONE 2004), dalle elaborazioni statistiche di Terna e GRTN e dalle dichiarazioni di consumo dei mezzi ibridi più virtuosi. Le stime di minor consumo percentuale in blu sono le mie, misurate strumentalmente e confermate da bollette e dal minor ricorso alla pompa di benzina. Sono in linea con le previsioni di letteratura. Attualmente sto cercando di rendere sostenibile la mobilità del mio “nucleo domestico”, con l'obiettivo di raggiungere le percentuali in viola.
Attenzione alle date ! La gran parte dei costi che verranno riportati è del periodo 2004-2007 e necessita di un adeguamento su base inflazionistica.
Nell'Approfondimento tecnico numero 0, vado a fare misurazioni che potrebbero sembrare un po' da “pidocchioso”. Ricordate però che misurare fa parte del mio hobby, e scoprire una “corrente parassita” è un po' come vincere una caccia al tesoro......
E’ importante prendere confidenza con classificazioni come quella della figura nella slide 4. Ne vedremo di due tipi: questa per gli edifici, ed in seguito quelle per gli elettrodomestici. Seguono la stessa logica per evidenziare l’efficienza: una serie di classi definite da una lettera ed una gradazione colorimetrica che va dai toni del rosso (bassa efficienza) a quelli del verde (alta efficienza).
Volete iniziare a “mettere a sistema” gli interventi per il risparmio di energia termica ? Verificate le seguenti condizioni:
Riscaldamento a pavimento
Convenienza: alta
Complementarietà: impianto di produzione acqua calda a bassa temperatura che possibilmente non adoperi energia da fonti fossili (solare termico, geotermico a bassa entalpia), oppure caldaia con pompa a bassa temperatura.
Sequenzialità: prima di un eventuale “cappotto interno” e prima dell'impianto di produzione di acqua calda
Caldaia a condensazione
Convenienza: media
Complementarietà: possibile (e consigliata) con impianto di produzione acqua calda a bassa temperatura che non adoperi energia da fonti fossili.
Sequenzialità: dopo tutti gli interventi di risparmio energetico elencati nelle slides pubblicate in questo post, perché andrà tarata sulla base delle necessità termiche residue.
Un conoscente di un mio amico mi ha chiesto di monitorare per un anno intero un impianto geotermico con sonde verticali. Era associato con pompe di calore e scambiatore di temperatura “liquido/aria” (ma suppongo si possa fare anche “liquido/acqua”, e quindi adoperare un impianto radiante a pavimento, che è più confortevole dei ventilconvettori (fan coil). Avere un impianto di risparmio energetico che funziona di inverno per scaldarsi e d'estate per raffrescarsi, è veramente il massimo. Banalizzando un po' la questione, possiamo immaginare il sottosuolo del giardino come un enorme “serbatoio termico”: durante l'inverno il calore viene “estratto” dal terreno ed in estate ci viene “reimmesso”. Mi risulta però che costi molto, richieda un locale tecnico e che il rischio di una resa diversa dalle attese sia abbastanza alto. Se le sonde non trovano il giusto gradiente termico la resa è bassa. Quindi attenzione: affidatevi solo a professionisti fortemente specializzati. Io non avevo necessità di rinfrescamento estivo (ho usato il metodo naturale riportato all'Approfondimento tecnico numero 1) e ho quindi optato per un più tranquillo solare termico.
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