Le sto cercando, con più o meno fortuna. Produco qualcosa per autoconsumo (l'ho detta male: non fatevi idee sbagliate, ho già detto che non sono un “alternativo”; intendevo insalata, pomodori, ecc.), sono iscritto a gruppi di acquisto, dove la distribuzione è fatta con cassette a rendere. Da un po' di tempo sento anche l'esigenza di annusare e assaggiare il cibo di cui poi mi dovrò nutrire; il fatto che in mezzo ci sia un materiale plastico che lo impedisce, mi lascia insoddisfatto.
Non sono portato alla protesta, ma sarei il primo a partecipare ad iniziative collettive per sensibilizzare le catene di distribuzione, almeno quelle cooperative, perché la migliore delle soluzioni sta nel portare lì una nuova cultura del consumo, non essere costretti a cercare alternative individuali. E non bisogna abbassare la guardia, perché l'esempio è importante: lo spreco genera spreco, le buone pratiche generano buone pratiche.
La maggior parte degli sprechi, registrati dai vostri rifiuti, derivano dal voler soddisfare in fretta bisogni indotti. Ma da quando la cura del nostro “nucleo domestico” è diventata così poco importante da doversi sbrigare, invece di prendersi i giusti tempi per gustare e godere momenti insieme ? Se “siamo ciò che mangiamo”, allora la preparazione domestica del cibo non può venir “dismessa”. E' anche poco salutare, e pericoloso........ Abbiamo veramente tante cose più importanti da fare ?
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